martedì 25 ottobre 2016

Barricate contro i migranti e la violenza quotidiana.














Fa il giro veloce on-line. La notizia è sensazionale e quasi scandalosa: in un piccolo centro della provincia di Ferrara Gorino (e chi l'aveva mai sentito?) i cittadini costruiscono barricate per respingere un bus "carico" di migranti. Il bus si scopre poi, che è "carico" di 12 donne e 8 bambini. La notizia fa ancora più orrore: "Ma come non si accolgono bambini e mamme?" e poco valgono le giustificazioni dei cittadini del ferrarese che in radio dichiarano..."Pensavamo fossero uomini!" e ai giornali raccontano "Se li prendano in casa la Boldrini e Renzi" I media sottolineano come tra le donne ce n'è anche una in cinta di otto mesi. Ora i passeggeri del bus hanno trovato rifugio nei centri vicini e la situazione è stata tamponata. Quello che rimane è la notizia: perché questa reazione?

Mentre leggiamo molti si stupiscono, altri inorridiscono e tantissimi, con ogni probabilità, giudica senza appello. E' facile farlo. la vicenda ovunque la si volti grida vendetta e ha tutti i presupposti per far breccia nei cuori dei lettori. La reazione è tirare una linea di divisione tra loro, i cattivi, gli ignoranti, i razzisti e noi, che leggendo ci impietosiamo e ne siamo certi, non ci saremmo mai comportati così!
E' un fatto grave quello che è successo ma è anche grave non tentare di capire. Tentare di capire non vuol dire scusare. Capire ci rende solo più umani.
La paura è una brutta bestia ed è certo che è la paura ad aver guidato questi atti violenti. Atti tanti reali da materializzarsi in una barricata. E la barricata non si è innalzata solo contro gli invasori, "quelli che vengono qua a prendere solo privilegi" (?) ma anche contro lo Stato. "Vediamo tutti i giorni in tv cosa succede" spiegano ai cronisti...ma mi chiedo se noi riusciamo a vedere cosa succede tutti i giorni per le strade e non solo in tv. 
Tutti i giorni nelle mie strade vedo discriminazioni, meno violente e più organizzate, più sistematiche contro donne e bambini ...vedo discriminazioni nei confronti dei bambini che passano tanto tempo in scuole che cadono a pezzi, senza palestre, senza maestri di sostegno, senza accoglienza al nido...vedo violenza alle donne che sono licenziate perché in cinta, che firmano dimissioni in bianco, che non possono girare sole la notte nella propria città, o che non trovano un consultorio dove abortire...
Sono 4,6 mln i poveri che vivono nel nostro paese e più i poveri, quelli più a rischio sono le famiglie con  dei figli. Essere povero in uno dei paesi più ricchi al mondo, significa subire violenze continue, significa profonda ingiustizia.
Tra quei poveri ci sono tante donne e bambini.
Non si tratta di fare a gare tra chi sta peggio, se i migranti arrivati in bus o i 4,6 mln di poveri "quotidiani, no, il discorso è un altro! La domanda che mi pongo è: perché ci sconvolgiamo delle barricate improvvisate e non ci sconvolgiamo della violenza quotidiana che stiamo subendo dal sistema? Un sistema che abbiamo costruito e organizzato per favorire qualcuno, meglio se bianco, maschio e ricco e affonda tutti gli altri meglio se stranieri, donne  e bambini... Siamo proprio certi che esista una linea di demarcazione tra i cattivi che scendono in strada e chi rimane a guardare senza far niente?     

1 commento:

  1. Che dire...completamente d'accordo su queste riflessioni che condivido appieno; le calamità sono davvero tante ,troppe e non so cosa potrà fermare questo procedere della vita... dalla barricata contro donne e bambini, al controllo spionistico di telecamere ovunque, all'asservimento ai poteri forti, all'indifferenza e all'egoismo più beceri...E' vero non dovunque e non chiunque è così, perchè ci sono ancora persone, associazioni che lavorano per riconsegnare alle persone e alle Istituzioni credibilità e dignità. Ma il pesante silenzio della gente che s'impegna onestamente, viene sovrastato dal becero conformismo dei media che, senza generalizzare troppo, sostengono di fatto il sistema.... Che fare? mi sembra molto difficile il momento , ma di fronte a questa arrogante supremazia del suoperficiale, io resisto, cerco di operare con altri. continuando instancabilmente a cercare di capire, e confrontandomi..Non è facile, ma nelle cose devi entrarci dentro e dal momento che non ho mai "venduto l'anima" al potere, voglio dimostrare che è anche possibile vivere in modo diverso .

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