sabato 29 ottobre 2016

Crescere a Bucarest oggi. Nidi, scuole e...











Incontro Andreea in un'elegante e sofisticato locale del centro. E' una giovane mamma Rumena, bella al naturale, capelli raccolti e viso con poco trucco. Siede di fronte a me e mi racconta con estrema semplicità il sistema dei nidi e delle scuole d'infanzia di Bucarest città dove vive e lavora. Il sistema non è molto diverso da quello italiano per tanti aspetti, per altri lo è e molto. A volte poi le regole imposte dal regime di Ceausescu fanno capolino nella sua narrazione e nonostante passi enormi sono stati compiuti verso l'Europa ancora oggi, il regime ha lasciato un'eredità davvero pesante anche sui bambini.
   
C'è una grande offerta di nidi in città? E' facile accedervi?
No, non lo è affatto. I nidi sono molto meno rispetto alle richieste. A Bucarest in quasi tutte le famiglie lavorano entrambi i genitori.
Sono pubblici? Hanno rette a buon mercato?
Ci sono nidi pubblici, privati e a gestione privata ma convenzionati quindi con rette pubbliche. Le rette variano a secondo del redditto che si calcola su vari fattori. I privati che sono pochi, hanno costi favolosi fino a 300 euro mensili che è uno stipendio medio.
Da chi sono gestiti?
Dallo stato. Se non ricordo male dal 2001 è stata varata una legge sull'istruzione generale dai nidi all'università. La prima fascia non obbligatoria è costituita del tratto 0-6 che comprende nidi e scuole d'infanzia. Prima i nidi erano sotto il ministero della salute.
Che titoli di studio hanno gli educatori?
Hanno un diploma ad indirizzo pedagogico. Penso poi che debbano fare ore di formazione.
Che orari offrono i servizi?
Gli orari sono generalmente dalle otto del mattino alle sei del pomeriggio. Teoricamente, in realtà, chiudono quasi tutti alle 17,30. Alcune strutture private offrono, a pagamento, l'accompagnamento in bus. Durante il comunismo c'erano anche gli asili nido settimanali. Oggi sono rimaste solo le scuole d'infanzia con frequentazione da lunedì a venerdì.
Le classi come sono suddivise?
In città per fasce d'età. Se invece, e questo capita nelle zone rurali, non ci sono abbastanza bambini per formare una classe, si hanno classi eterogenee.
Quanto personale lavora per classe?
Ci sono rapporti numerici da rispettare. Al massimo ci sono nove bambini per educatore. Varia a seconda dell'età. Oltre alle educatrici c'è una coordinatrice e personale dedicato alle cucine.
Le cucine sono interne?
Si quasi ovunque, anche alle scuole d'infanzia.
Nella scuola quante maestre ci sono?
Dipende dall'età. Di norma direi uno al mattino e uno al pomeriggio per classi di circa 30/34 bambini. Oltre alle maestre c'è sempre il personale di supporto per pulizie, cura e cucina.
Le scuole si pagano?
No, si paga il pasto che varia a seconda del redditto.
E' facile accedere alla scuola d'infanzia?
Il discorso è molto diverso dai nidi. Le scuole sono ben radicate sul territorio, ma ci sono enormi differenze qualitative. E' fondamentale accedere ad una "buona" scuola, frequentata da bambini per bene. Noi genitori facciamo carte false per accedere ad una buona scuola. Bucarest ha una popolazione davvero variegata, le realtà sociali sono molto diverse. Molta popolazione poi è room, l'etnia più difficilmente integrabile. Spesso questi bambini hanno precedenza nelle graduatorie.
E quindi?
Quindi si accede ad una "buona" scuola tramite una donazione. Una bustarella legale. E' il preside che ha la possibilità di far accedere gli ultimi iscritti, i primi posti seguono la territorialità.
A proposito di graduatorie: i bambini con handicap hanno la precedenza?
No, i bambini con particolari difficoltà hanno accesso a scuole speciali che si occupano in modo specifico dei loro problemi.
Rispetto al comunismo le cose sono cambiate?
Si, certo e modo in positivo. Il regime aveva prodotto un sistema educativo e di controllo delle fecondità perverso. Sono famosi gli orfanotrofi di Ceausescu dove i bambini venivano mal trattati, denutriti... a volte venivano asportati loro organi con misteriose e mai accertate operazioni. Oggi questa triste storia è venuta a galla, ma non so quanto le cose siano migliorate. Spesso i bambini orfani e non solo, scappano dai centri di ricovero e vanno a vivere nelle fogne pur di non rimanervi oltre. E' un grande problema.
Invece a proposito della fertilità?
Prima tutte le donne erano sottoposte a controlli ginecologici costanti, gli  aborti erano proibiti e così la contraccezione. Se avevi un figlio indesiderato lo si mandava negli orfanotrofi. Oggi questo non esiste più e mi sento di dire per esperienza diretta che i servizi educativi sono di buon qualità.               


    
   

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