mercoledì 11 gennaio 2017

Dopo l'istituzione i nidi tornano alla gestione diretta


BoNidi











Cronaca Cittadina Nidi e scuole d'infanzia tornano dopo oltre dieci anni alla gestione pubblica e diretta, l’assessore Chiara Veltroni di Grosseto spiega “Non sussistono più i presupposti per mantenere attiva un’Istituzione". Nel 2006 il comune era impossibilitato dalla normativa ad assumere il personale necessario al funzionamento di nidi e scuole d'infanzia e così scelse di aprire l'istituzione che comprendeva il comparto educativo 0-6 per continuare a dare il servizio ai cittadini. Oggi quei divieti normativi sono venuti meno e il comune sceglie di tornare alla gestione diretta, una gestione che viene motivato anche per questioni economiche.  "Questo permetterà una ottimizzazione delle risorse umane e un risparmio nelle spese da parte dell’Ente." Si legge nel sito del comune. Un fatto insolito nel panorama nazionale. Forse per la prima volta un servizio educativo torna alla gestione pubblica e diretta. Sempre l'assessore motiva la scelta così
"Abbiamo deciso di ritornare alla gestione diretta soprattutto perché tra le priorità di questa Amministrazione ci sono i servizi educativi e la loro qualità: continueremo a presidiarla più di prima”. Ed è ancora più strano che la gestione al pubblico sia stata voluta e operata dal centrodestra. In una lunga nota del partito comunista si legge «Il centrodestra di Grosseto chiude Iside- Iside era l'istituzione con cui i gestivano nidi e scuole- perché, come dicevamo noi Comunisti italiani e come abbiamo più volte ripetuto in quegli anni, i costi sono più bassi con la gestione pubblica, perché c’è più trasparenza nella gestione e perché i servizi come la scuola e la sanità devono essere pubblici." E' lungo il comunicato con cui il PCI racconta questo ritorno alla gestione diretta. Oltre alla reinternalizzazione dei servizi (6 nidi e 6 scuole d'infanzia) che è partita già dal 1 gennaio, l'assessore ha sottolineato come i controlli qualitativi saranno più puntuali "Abbiamo voluto inasprire alcune sanzioni, in particolare in caso di superamento del numero di bimbi autorizzati, a tutela dei piccoli ospiti”. Di norma i controlli si svolgono a sorpresa almeno due volte l'anno, per verificare le qualità ambientali, la conformità degli arredi e dei giochi, il rapporto numerico tra adulti e bambino, il progetto educativo e la sua rispondenza a quanto dichiarato, la documentazione inerente l'organizzazione del servizio e del personale, i requisiti professionali degli insegnanti e del personale ausiliario.Questo discorso rispetto ai controlli non può che portare alla memoria i tragici fatti che nel 2014 videro la chiusura di un nido e l'arresto di due dipendenti per maltrattamenti sui bambini.
Un commento politico
Tutta questa storia ci dovrebbe far riflette sul tema in generale. Da anni in questo blog scriviamo sempre le stesse notizie: i soldi non ci sono e i nidi chiudono, oppure: la legge non lo consente e i nidi sono esternalizzati, o ancora: i comuni non hanno soldi e si taglia su tutto... anche sui bambini portatori di handicap. E' ora di fermarsi a pensare con molta attenzione a cosa sta succedendo. Perché al di là di tutto le cose sono più semplici di quel che ci vorrebbero farci apparire. Ci sono delle priorità da seguire: avere nidi e scuole d'infanzia di qualità è una necessità condivisa? Diamo a questa domanda una risposta chiara e definitiva. Se i servizi 0-6 si ritengono importanti (non ho mai trovato un dichiarazione diversa da questa) non è possibile che i politici pensino a scappatoie per aggirare ostacoli normativi che sono scritti e pensati dai nostri stessi politici. Questa volta a Grosseto ci dicono che la gestione diretta costa meno ed è la migliore possibile, questo dopo che per anni in altri contesti (e forse anche a Grosseto)  ci hanno raccontato l'esatto opposto. Non è possibile che sindaci e giunte comunali, siano contro alle scelte di chi ci governa, anche, e avviene spesso, quando sono dello stesso partito! Non è possibile che lo Stato scarichi la responsabilità al comune e il comune dia le colpe di un mancato servizio allo Stato. Il tutto mentre paghiamo valanghe di tasse... E' ora di fermarsi e riflette, è ora di smettere di credere a queste grandi bugie. E' ora di avere più fiducia e capire che per mettere ordine e trovare VERE idee politiche da perseguire e percorrere tocca anche a noi cittadini di mettersi al lavoro, in modo unitario e costruttivo con un fine condiviso che semplicemente dovrebbe essere: il bene dei bambini.

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