lunedì 30 gennaio 2017

Vaccino al nido: tra obbligo e libertà. Nasce un comitato









Anche la Toscana rende obbligatoria la vaccinazione  per i bambini che frequentano i servizi educativi 0-6. Non solo per gli obbligatori ma anche per i  raccomandati dal Piano nazionale che in tutto sono tredici. L'Assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi lo pone come requisito indispensabile per l'iscrizione a nidi, scuole d'infanzia, centri famiglie, spazi gioco e servizi a domicilio. La legge approvata  in giunta, il 24 gennaio scorso, dovrà passare al vaglio del consiglio regionale per essere approvata in 60 giorni ed entrare così a regime per le prossime iscrizioni. Il presidente della regione Enrico Rossi  dichiara: "Si tratta di una misura a tutela della salute pubblica di tutta la comunità. In primo luogo dei bambini e soprattutto di quelli più deboli: quelli che per motivi di salute, immunodepressi o con gravi patologie croniche, non possono essere vaccinati e sono quindi i più esposti ai contagi. " Il sindaco di Livorno Filippo Nogarin vede la questione sotto tutt'altra prospettiva "Le vaccinazioni non si incentivano con le imposizioni, ma con una corretta informazione" 

Nel mentre le soglie di sicurezza stanno diventando un problema non trascurabile in tutto il paese. La regione Toscana, nello specifico, è calata di diversi punti percentuali e da una copertura del 98% si è scesi ad una copertura sotto il 95% per patologie quali: poliomielite, difterite, epatite B e tetano. 
Dopo qualche giorno dall'annuncio della legge, proprio a Livorno, si è costituito un comitato composto dai genitori che non è ne' contro, ne' pro vaccino, ma contro la legge ancora in discussione. Durante la prima assemblea presieduta il 28 gennaio scorso, il comitato livornese definisce  così il suo scopo: "Contrastare questa proposta di legge e sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema. Sono 13 i vaccinazioni concentrati da zero a tre anni, con tutti i dovuti richiami". 
E mentre in Toscana i genitori si ribellano all'imposizione, in Emilia Romagna i genitori corrono a prenotare la vaccinazione anti-meningococcica disponibile in 2000 dosi. Dosi che in pochi giorni si sono esaurite. E sebbene i media abbiano ribadito, in più circostanze, che non siamo di fronte ad un'epidemia di meningite meningococcica, ne' un aumento anomalo, i vaccini sono andati a ruba. Ma qual'è la causa che scatena queste reazioni tante radicali, tra chi vuole vaccinare a tutti costi, anche senza urgenza, e chi invece non vuole vaccinare  per malattie molto gravi e che ormai credevamo debellate? Difficile dare una risposta. Quel che è certo è che si tratta di un fenomeno sociale al quale la politica e i professionisti della salute non sono riusciti a dare una risposta efficace. Staremo a vedere se l'obbligo riuscirà a convincere, non tanto gli irriducibili, che forse sono molto pochi, ma gli indecisi, che sono certo la maggior parte e che mettono a rischio l'effetto branco su cui si basa l'efficacia dei vaccini.   
       
   

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