mercoledì 15 febbraio 2017

Educhiamo i bambini all'uso (gentile) del web










Parole O-stili è un convegno, un dibattito e un confronto che si svolgerà venerdì 17 e sabato 18 febbraio a Trieste. Ad aprire i lavori sarà presente anche la Presidente della Camera Laura Boldrini. L'argomento centrale è l'uso dei social e il linguaggio, un argomento che in apparenza è molto lontano dai temi del nostro blog, ma si tratta solo di apparenza. Infatti di bambini in rete ce ne sono tanti, ce ne sono sempre di più e sono sempre più piccoli (come ha testimoniato uno studio condotto da Telefono Azzurro). Parole O_Stili ha tante voci, tanti argomenti da proporre e per l’occasione ha creato l’Acchiappatroll. Si tratta di un supereroe virtuale che incarna i valori del convegno e che in questi giorni potete incrociare anche sul canale TV Super. Per ragionare su questo complesso convegno e in generale sul web e infanzia, abbiamo incontrato Daniela Pavone, una professionista della comunicazione che ha lavorato per aziende come Mattel e Disney. Lei coordinerà il tavolo Bambini e social Media fissato sabato 18 tra le 14,30 e le 16,30. Due ore dense di dati, analisi ma anche di esempi pratici e tanta informazione.

Perché un tavolo sull'infanzia? Lo scorso novembre Rosy Russo, l’ideatrice di Parole O_Stili, mi contattò per coinvolgermi nell’evento. Parlandone, ho notato che non era previsto un focus specifico relativamente all’infanzia e ho proposto di ritagliare uno spazio apposito. L’idea è stata accolta con grande entusiasmo.
Darete regole e consigli ai genitori? Più che dare regole quello a cui miriamo è creare consapevolezza. I social sono velocissimi, mutano in continuazione, evolvono rapidamente. Il rischio è che tra genitori e figli si creino distanze spaventose.
Come possiamo difendere i bambini dai pericoli del web? Intanto è bene sottolineare che il web non è solo una terra di pericoli ma è anche un mondo di opportunità. Tramite la rete e l’uso dei social, possiamo esprimerci molto più di prima. Dobbiamo imparare, per quanto possibile, a conoscere questo mondo e usarlo con criterio.
Come possiamo conoscerlo se tutto cambia tanto velocemente? Questo è uno dei punti chiave. Noi genitori credo dovremmo metterci nei panni di chi, come è successo ai nostri figli, non ha conosciuto e visto il mondo com’era prima. Mia madre l'altro giorno ha raccontato a mia figlia di 13 anni cos’erano le lettere di carta e che tempi prevedevano. Mia figlia ascoltava incredula, ha trovato tutto molto bello. Non diamo per scontato il passato, per i giovani non lo è. Conoscere il passato e in particolare come si comunicava in passato ci fa valutare meglio il presente. E conoscere meglio l’oggi può solo aggiungere ricchezza.
C’è qualcosa che possono insegnarci i bambini? Penso proprio di sì. Personalmente tutti i giorni chiedo a mia figlia di raccontarmi il suo modo di stare sul web. Così ho conosciuto, tra le tante cose, anche una piattaforma che mette in relazione giovani talenti interessati alla scrittura creativa. Questo strumento consente di pubblicare ed essere letti da tanti utenti. È un bellissimo esempio di democrazia della comunicazione.
Cosa possiamo insegnare noi adulti ai bambini? Un uso ragionato dei mezzi. Ma dobbiamo ricordarci che dobbiamo essere noi d’esempio. L'altra sera al ristorante osservavo una coppia seduta al tavolo di fianco al nostro. Hanno passato 3/4 della cena sullo smartphone. Ecco, questo non educa i bambini. Non voglio esprimere giudizi, ma dobbiamo sforzarci di prestare attenzione ai messaggi che trasmettiamo con l’esempio quotidiano.
Quali social usano i bambini di preferenza? Di norma YouTube. Al nostro tavolo ci sarà Doxa che approfondirà proprio questo scenario.
Ma le persone in rete, minorenni compresi, diventano più aggressivi? L'anonimato può avere un effetto dirompente, ma non credo cambi le persone. Toglie le inibizioni di un discorso vis-a-vis certamente. Ecco perché è importante quanto si sta costruendo in Parole O_Stili con il Manifesto della comunicazione non ostile, una carta che proverà a raccontare un modo diverso di stare in rete. C’è bisogno di consapevolezza e educazione.
I bambini di oggi sono il futuro della comunicazione di domani... Quindi? Quindi soprattutto loro vanno educati alla consapevolezza e all'uso di un comportamento e di un linguaggio rispettoso. Nel panel, approfondiremo anche l’uso delle parole e racconteremo di come il web possa essere paragonato a una grande prateria dove i bambini, ipercontrollati nella vita reale, possono correre liberi. Una libertà che va affrontata nel giusto modo a fianco di genitori che devono essere più consapevoli.
E infine...Infine vedremo come si evolverà questo evento che è nato piccolo e si è ingrandito tanto e ha trovato tanto interesse. Insieme alla Rete, abbiamo scritto un Manifesto della comunicazione non ostile che verrà divulgato nella forma definitiva venerdì. Spero che questo diventi il primo appuntamento di una lunga serie. Perché il tema è grande e riguarda tutti noi.

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