venerdì 3 febbraio 2017

Quando il vigile diventa educatore al nido

 








Cronaca cittadina A volte la realtà supera la fantasia e questa volta la realtà è tanto triste e tanto incredibile da apparire surreale. Se il Governo ha di recente approvato la legge 0-6, grazie al lavoro incessante della Senatrice Puglisi, e dopo un grande  lavoro del Gruppo Nazionale Nidi, Venezia pare prendere le distanze da ciò che la legge sancisce e trascina i suoi servizi verso una nuova stagione medioevale. Torniamo nuovamente in laguna e nuovamente riscontriamo un impoverito dei nidi oltre ad un certo sprezzo nei confronti di un sistema educativo che era basato sulla qualità. Cosa succede? L'abbiamo già raccontato: i rapporti numerici saltano, le educatrici sono fatte girare come trottole da una struttura all'altra e di recente 5 vigili (con diploma adeguato) sono state trasferite a lavorare nei nidi come educatrici. A raccontarci questa incredibile vicenda abbiamo incontrato i presidenti del consiglio dei nidi, quello che comunemente si chiama comitato dei genitori. Loro rappresentano i genitori dei 28 nidi in città e sebbene siano consapevoli che la lotta sarà dura sono anche molto determinati a difendere questi servizi tanto importanti.

Cosa sta succedendo nei nidi di Venezia?
E' da aprile dell'anno scorso che stiamo assistendo ad un peggioramento progressivo, capita spesso che i rapporti numerici stabiliti educatore-bambino vengano meno ci sono dei momenti in cui c'è un solo educatore per sezione (circa 20 bambini). Abbiamo paura, che presto o tardi, qualche bimbo si possa far male perché i miracoli non li fa nessuno e con tanti bimbi a cui dover badare può capitare di tutto.
Avete portato della questione agli amministratori comunali?
Certo. Ma hanno negato che potessero esistere situazioni di questo tipo. Ci hanno risposto che noi genitori non abbiamo capito come funzionava il rapporto numerico.
E voi cosa avete fatto?
Abbiamo interpellato la regione per farci spiegare. L'ufficio dei servizi sociali ci ha risposto in forma scritta e non ci sono dubbi: i rapporti saltano. La legge   prevede che per ogni educatore ci siano 6 o 8 bambini, in base all'età, nelle ore di massima frequenza: quindi tra le 9 del mattino e le 15,30. L'anno scorso è capitato che alcune strutture chiudessero prima dell'orario, alle 12,30, perché mancava personale.
Continua a mancare personale?
La situazione è complessa. Venezia, ci hanno spiegato gli amministratori, era impossibilitata ad assumere per vincoli normativi. Noi ci siamo fidati e siamo rimasti in attesa. In più occasione l'assessore ha ribadito che non potevano assumere, non perché mancassero soldi, ma perché erano impossibilitati dalla legge. Poi la legge è cambiata e sono state assunte 47 insegnati a tempo indeterminato, ma continuano a mancare le supplenti. Ci avevano garantito l'assunzione già dai primi di gennaio ne hanno assunte ben poche e la situazione non è migliorata. Hanno anche spostato 5 vigili ai nidi. Si tratta di personale che aveva i titoli di studio per poter lavorare nei servizi ma non si può spostare il personale in questo modo, il nido è un luogo complesso in cui lavorare. 
Cosa succede di fatto nei nidi dove mancano le supplenti?
Tutti i giorni le educatrici sono spostate da un nido all'altro, o da un nido ad una scuola d'infanzia, per sostituire le assenze delle colleghe. I nidi però lo ribadisco, non sono catene di montaggio, dove un operaio vale l'altro. Al nido ci sono bambini piccoli che hanno bisogno di tanta attenzione e figure competenti. Se manca un educatore significa tanti bambini in più per chi rimane in sezione. Da un confronto con altre realtà, è emerso che la legge non è mai stata rispettata, e non solo a Venezia, ma in tutta la regione. Ma le cose comunque funzionavano. Noi chiediamo che i nidi tornino ad avere la qualità che hanno sempre avuto.
Oggi i nidi non sono più di qualità e prima lo erano?
Lo sono ancora oggi, la qualità è salva grazie al grande impegno delle educatrici. Sono lavoratrici davvero preparatissime, hanno passione e competenza da vendere. Ma fino a che punto può reggere una situazione così? Il carico di lavoro e lo stress sono molto forti... La differenza tra i nidi di oggi e quelli di due anni fa è comunque tanta. Lo dico per esperienza diretta, come madre, non sono più come prima. E come potrebbero fare tutte le attività che prima erano possibili grazie alla compresenza delle educatrici? Oggi saltano.
Come intendete muovervi da qui in avanti?
Abbiamo avviato una petizione per raccogliere firme e stiamo ragionando anche se sia il caso di intraprendere un percorso legale. Ci siamo confrontati con altri comitati genitori in particolare a Roma. Nel frattempo abbiamo molti timori. Temiamo per la sicurezza dei bambini e temiamo anche che si vogliano chiudere i servizi pubblici per darli in gestione a dei privati sarebbe davvero una perdita per tutta la città.           



         


 







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