martedì 14 marzo 2017

La cultura del paesaggio inizia dal nido











Oggi si celebra per la prima volta la giornata dedicata al paesaggio. Si tratta di un'iniziativa del Ministero dei Beni culturali che comprende molte iniziative. (maggiori info qui).  E' bello che ci sia un giorno dedicato al nostro straordinario paesaggio, che non contempla solo luoghi naturali, ma anche luoghi artistici. Ma oltre a celebrare il bello, e il buono, oltre ad alzare gli occhi dagli schermi per guardare e godere, sarebbe bene anche ricordare e ragionare su altri aspetti che riguardano il nostro territorio come: l'abuso e lo sfacelo quotidiano.
Il Bel Paese ha tristi primati. In UE risultiamo essere uno dei paesi con maggiore cementificazione, nel 2012 secondo dati Eurostat ci aggiriamo al 7% di copertura artificiale, contro la media Europea del 4,3. (qui il report del dell'Istituto superiore per la protezione dell'Ambiente). L'Italia del resto detiene anche il primato per edilizia abusiva. La cultura della bellezza è poco conosciuta e rispettata è spesso messa in un angolo a favore dell'economia, un'economia che favorisce pochi e impoverisce tutti. Ma il discorso che vorrei affrontare in questa giornata, è un altro, e riguarda la cultura del paesaggio e i bambini.

Quale cultura del paesaggio trasmettiamo ai bambini?
La foto che potete vedere sopra l'ho scattata quest'inverno fuori dalla scuola delle mie figlie. E' un paesaggio che hanno la fortuna di vedere e respirare tutti giorni, pur vivendo in città. La loro scuola è infatti situata in cima ad una collina, tra i colli bolognesi, e pur essendo pubblica ha un'inestimabile valore paesaggistico e di bellezza. Ma quanti bambini possono vantare spazi di questo tipo? Certo pochissimi tra coloro che vivono in città, certo pochi anche tra quelli che vivono fuori città. I bambini che frequentano le scuole di ogni ordine e grado si devono arrangiare in cortili cementificati e recintati. Eppure la cultura del paesaggio si dovrebbe coltivare sopratutto a scuola e fin da piccolissimi.
La cultura dei nidi è da esportare
Ai nidi questo succede, per legge i servizi educativi 0-3, sono "equipaggiati" di aree verde, e devono anche avere, tot metri quadrati (varia da regione a regione) per ogni bimbo iscritto. I nidi che oggi sono rientrati a far parte del primo tratto educativo hanno davvero molto da insegnare al resto delle scuole. Le scuole man mano che avanzano, nel percorso formativo, danno sempre meno attenzione allo spazio "verde" per il gioco libero, fino ad approdare a spazi dimenticati e trascurati, delle medie superiori.
La rete della scuola all'aperto  
Oggi la sola risposta a tutto questo è la rete delle scuole all'aperto, di cui abbiamo scritto di recente, che però è ancora ristretta. La rete in questione forse non ha poco a che vedere con la bellezza del paesaggio, ma la terra genera bellezza anche in situazioni limitate, recintate, e costrette in piccoli spazi, se solo si da un po' di attenzione e fiducia.
Verde a scuola: quante idee...
Cosa può restituire dell'edera che si arrampica su un muro? Quanto può fare un giardino verticale, magari realizzato con materiali di riciclo, dagli stessi bambini? Moltissimo. Esistono già tantissimi interventi di questo tipo in tante città e non sono solo progetti costosi. Basta avere la volontà e l'attenzione di fare magari mettendo il relazione bambini, genitori, insegnati... Chiudo il ragionamento con un'ultima considerazione: l'educazione sopratutto quando è dedicata ai bambini, è capace di essere ricordata e coltivata tutta la vita.                

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