giovedì 27 aprile 2017

Chi va al nido?


 
BolognaNidi












Infanzia in numeri I dati sono molto attendibili e ce li fornisce l'Istituto degli innocenti di Firenze. Il documento è una sorta di cartella clinica e il responso è funesto. I dati confermano quello che da anni stiamo raccontando quotidianamente qui a BolognaNidi e che stiamo raccontando grazie alle tante testimonianze di educatrici, pedagogisti e genitori in tante parti d'Italia. I nidi sono gravemente ammalati e la legge 0-6, che li accorpa alla scuola d'infanzia e prevede nuove finanze statali, rischia di arrivare troppo tardi.

Le domande calano
Ogni 100 posti nido ci sono 106 richieste e non un buon risultato, perché di quelle 106 domande iniziali, sono in 13 a rinunciare ancor prima di accedere al servizio e 6 abbandonano entro i primi mesi. Cosa significano questi numeri? Vuol dire che il 20% dei posti nido rimangono scoperti. 
Calano gli iscritti
Tra il 2010 e il 2013 gli iscritti calano da 201.640 si passa ad un 191.165 un calo poco inferiore al 5%. Bologna è  tra le poche città che regge, le domande nonostante tutto rimangono tante. Un bel risultato da sottolineare nonostante le tante difficoltà e tagli prodotti rispetto alla qualità che abbiamo più volte rintracciato. 
Rette evase 
La nuova situazione economica di impoverimento (per molti ma non per tutti) ha prodotto anche tante famiglie che sono in grande difficoltà. Il risultato dell'impoverimento è da una parte il calo della domanda e delle iscrizioni, dall'altro l'evasione della retta. Il 4% non paga regolarmente le rette e il tasso di morosità vola alto. Se al sud si arresta al 3% al centro nord i morosi si aggirano attorno al 12-14%.
Ma dove vanno i bambini che non sono al nido?
I dati questa volta ce li fornisce Istat. La risposta rimane invariata da tanti anni a questa parte. Chi non frequenta il nido sta a casa con un genitore (indoviniamo quale?) o un parente, tutt'al più ricorre alla babysitter. L'altra NON novità sono i servizi abusivi che sono molto difficili da tracciare statisticamente per ovvi motivi. Con l'aumento delle rette, e le tante difficoltà a offrire orari più flessibili, i genitori ricorrono a servizi abusivi o "camuffati". Si contendono il mercato i finti baby parking o ludoteche, che curano i bambini diverse ore al giorno, pur non potendo per legge, ma aumentano anche i nidi in nero improvvisati in casa senza rispettare nessun criterio qualitativo. Sono in tanti, il 5% dei bambini compresi tra 0-3 anni, ad anticipare l'ingresso alla scuola d'infanzia che pur non essendo pensata per bambini di due anni, è gratis o con tariffe molto più contenute.
Ma la legge 0-6 a che punto è?
La legge che per la prima volta riconosce i nidi come primo tratto educativo, la legge che per la prima volta farà aprire in modo continuativo i cordoni della borsa allo Stato, arriva come una medicina tardiva data ad un moribondo. La salute dei nidi è seriamente compromessa e il virus più violento che ha colpito il sistema è la cattiva gestione politica che non comprende un solo partito, o un solo governo, ma si perpetua da tanti anni e lungo tutto lo stivale. L'altro virus altrettanto virulento è stato diffuso dalla non informazione, perché cosa sia un nido, che differenza ci sia tra un nido e un baby parking, la maggior parte dei genitori non la conosce minimamente.

   

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