sabato 22 aprile 2017

Si chiudono le scuole e si servono scarafaggi nella pappa

#BolognaNidi












Cronaca bambina. "Le bugie hanno le gambe corte, il naso lungo e ora sappiamo che hanno anche i capelli rossi" I capelli rossi a cui si riferisce Albertina Bartolucci, maestra in pensione in una lettera aperta, sono quelli dell'Assessore alla scuola De Angelis della città di Terni. Ma perché parole così dure? Cosa succede nella cittadina Umbra? Succedono tante cose, che come spesso ci capita di raccontare,  riguardano la chiusura di strutture scolastiche, l'abbassamento della qualità educativa e un ingente spostamento di risorse pubbliche, in questo caso sono 20 mln, verso un soggetto privato. Per raccontare questa storia, che ha punte davvero fantasiose e interessanti, abbiamo incontrato Valentina Rossi una mamma accorata e competente, che fa parte di un altrettanto accorato e competente comitato genitori che esattamente si chiama comitato servizi educativi e che sta tentando di salvare mense e scuole comunali. Vediamo insieme di capire i perché.

Cosa sta succedendo nelle scuole d'infanzia comunali?
Da circa un anno e mezzo l'amministrazione sta tentando di chiudere tre scuole d'infanzia comunali. Una è già stata chiusa, una teoricamente dovrebbe passare alla gestione Statale ma ancora non sappiamo e la terza pare vogliano aprirla a laboratori ma ancora non si sa nulla di preciso.
Perché non va bene se la scuola passa allo Stato?
A questa domanda rispondo sempre con un esempio: quando un bambino entra in una scuola statale gli viene consegnato un foglio con una fragola stampata e gli viene chiesto di colorare dentro i bordi. Nei nidi e scuole comunali i bambini le fragole le coltivano, le mangiano e magari ci fanno anche un dolce.
Le scuole comunali sono migliori?
Non voglio fare un discorso generale, ma qui a Terni, posso tranquillamente affermare che tra le due scuole, non c'è proprio confronto. Le comunali sono realtà di vera eccellenza.
Ci racconta con altri esempi la qualità del comunale?
La scuola Aula verde da circa trent'anni sperimenta un metodo educativo e pedagogico basato sull'ecologia.
Cosa fanno i bambini?
Hanno acquari, animali di tutti tipi, coltivano l'orto, si muovono liberi nella struttura a piccoli gruppi per fare diverse attività tutte legate alla natura. Hanno anche un'aula dedicata all'osservazione meteorologica.
E' una delle scuole in chiusura?
No. Questa scuola in particolare, non è tra le destinate alla chiusura. Ma il discorso è generale, scuole e nidi a gestione comunale offrono una grandissima qualità. Ogni volta che vedo cosa fa mio figlio al nido rimango meravigliata! C'è un'educazione improntata all'autonomia e all'apprendimento diretto delle cose, in sintonia con il metodo Montessori. Ogni scuola e nido presenta specificità che sono paragonabili a veri piccoli tesori. Secondo noi vanno conservati e tutelati come bene di tutti.
L'amministrazione come giustifica la chiusura e la statizzazione delle scuole?
L'assessore De Angelis ha dichiarato che si chiude perché mancano gli iscritti. Peccato abbia omesso di dire che i genitori non potevano iscrivere i bambini a quelle scuole.
No, scusi mi faccia capire bene: le scuole in chiusura, non figuravano nel bando d'iscrizione?
Esattamente. E dopo aver impedito ai genitori di scegliere quelle scuole, hanno decretato con una delibera di giunta la chiusura. Una procedura che non rispetta nemmeno l'iter istituzionale, che prevedeva un passaggio e una discussione al consiglio regionale. Le bugie, o le mezze verità se preferisce, in questi anni sono state davvero tante.
Ci siamo fatti un'idea. Ora passiamo ad un altro tema scottante: le mense. Ci racconta cosa sta succedendo?  
Vogliono dare in concessione, per una cifra complessiva di circa 20 Mln, i pasti dei nidi e delle scuole che oggi sono gestite in tre diversi modi.
Tre modi: quali?
Ci sono nidi e scuole che hanno cucine interne a gestione diretta, con personale comunale e che ha derrate fornite da aziende locali tramite piccoli bandi. Questa è la gestione che noi difendiamo e che funziona molto bene. Ci sono altre scuole con cucine interne, dove il lavoro è gestito tramite appalto, ad un soggetto privato che si chiama All food. Sempre All food gestisce i pasti in altre scuole, preparando nelle loro cucine ed occupandosi del trasporto.
Perché esternalizzare tutti i pasti tramite concessione?
Bella domanda, la stessa che abbiamo rivolto all'assessore al bilancio al quale abbiamo chiesto di fornirci dati economici, sulla differenza di costo tra il pasto preparato dal comune e quello preparato dal privato.
E i dati cosa dicono?
Francamente non so se si possa parlare di dati. L'assessore al bilancio su un pezzo di carta bianco, ha buttato giù davanti a noi genitori sbigottiti, dei numeri a braccio. Da quei numeri risulta che il privato forniva un pasto per un costo di  5 euro, mentre il pasto gestito direttamente, costa anche 20 euro...abbiamo conservato il foglio che abbiamo soprannominato il "pizzino".













In che tempi si prevede l'esternalizzazione?
La concessione per ora è bloccata per molti motivi. Intanto a Terni c'è l'indagine "Spada" in corso della procura che ha riguardato diversi appalti (non solo quello della mensa) e ha coinvolto tre assessori e l'amministratore delegato di All Foods. Oltre a questa indagine di cui ancora non possiamo sapere gli esiti, All Foods, con altre aziende (Cir Food, Camst, Elior Ristorazione, consorzio Abn e Ditta B+ cooperativa sociale) ha diversi rinvii a giudizio per frode e alimenti dannosi a Perugia Nel Lazio ha avuto due revoche d'appalto sempre per irregolarità. Di recente poi in una scuola media di Terni è stato servito uno scarafaggio.
Uno scarafaggio nel piatto?
Si, è arrivato nel piatto di una studentessa delle scuole medie.
E quindi ora cosa succede?
Succede che un primo bando è stato bloccato dall'anac dopo l'avvio dell'indagine Spada. Ne è stato pubblicato un altro pubblicato il 30 marzo che scadrà il 30 aprile. Secondo noi anche il secondo bando presenta diverse irregolarità. Il primo sembrava cucito sull'azienda All foods.
Perché?
Ad esempio si chiedeva che l'azienda potesse garantire la cottura dei pasti  in cucina a non più di 20 km da Terni. E guarda caso All food era l'unica azienda ad averla entro quella distanza. Questo particolare limite è stato eliminato ma  stiamo valutando il bando con un nostro legale.

       
 

   
   

      





       

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