mercoledì 17 maggio 2017

Legge 0-6. Il sistema integrato secondo il Partito Democratico
















Cronaca Bambina. La polemica suscitata da un articolo di Repubblica e la risposta di una deputata del PD contiene elementi sulla legge 0-6 a cui prestare particolare attenzione. L'articolo, del noto quotidiano, è a firma di Eleonora Capelli e titola: Svolta del PD: Scuola pubblica e privata sullo stesso piano. Uscito sulle pagine locali l'articolo argomenta come il PD stia elargendo soldi alle scuole private. "Se fossimo su Twitter, l’hashtag sarebbe -sistema integrato-. Vuol dire scuole pubbliche e private sullo stesso piano".  
Venerdì scorso a Bologna si è parlato di sistema 0-6 erano presenti: Matteo Renzi, la senatrice Francesca Puglisi e la vicesindaco di Bologna Marilena Pillati. Le dichiarazioni sono state piuttosto inequivocabili. Renzi ha argomenta che non ci si deve vergognare dei bonus, ma dei tagli, mentre la Puglisi ci ha restituito un dato preciso: lo Stato ha previsto 670 MLN per il sistema 0-6. La risposta all'articolo di Repubblica non tarda ad arrivare. E' un breve post a firma della deputata lombarda Simona Flavia Malpezzi. che titola Le inesattezze di Repubblica sulla delega 06 . Il nocciolo della questione è che la giornalista (nel migliore delle ipotesi) non conosce la materia di cui scrive. "Il sistema integrato- scrive la Malpezzi- esiste in Emilia Romagna da molti anni prima del governo Renzi e proprio questa esperienza ha rappresentato una di quelle buone pratiche a cui abbiamo guardato immaginando la scuola dell’infanzia che vorremmo. Per realizzarla abbiamo investito delle risorse". Allora parliamo di Emilia Romagna e vediamo cosa succede e cosa è successo politicamente tra nidi e scuole d'infanzia.

Nidi una conquista del Pc
L'Emilia Romagna ha una storia e una cultura sull'infanzia uniche in tutt'Italia. Reggio Emilia esporta la cultura dei bambini in tutto mondo e la Regione ha  molto di buono da far conoscere. Bologna e Modena si contendono il primato  del primo nido pubblico. (Quello di Modena ha chiuso quest'anno). Se ci affacciamo alle regioni vicine Toscana e Umbria vediamo che ancora oggi queste regione hanno i numeri per poter vantare uno dei sistemi educativi più solidi. Tutte tre queste regioni erano governate dal Partito Comunista. A questo partito dobbiamo riconoscere un grande sforzo e risultati concreti. Nella lotta ideologia tra Partito Comunista, che li voleva, e il Democrazia Cristiana, che li temeva, hanno vinto i Comunisti, ma sopratutto i cittadini che li chiedevano a viva voce.
I Nidi in Emilia Romagna una privatizzazione del Partito Democratico
La nostra regione che è ancora oggi modello di qualità ed efficienza. Le cose qui vanno bene, i servizi ci sono, le donne lavorano e la qualità continua ad esserci, nonostante i tanti tagli, di cui Renzi dice ci si debba vergognare, ma che ha fatto in più occasioni (Mille nidi in Mille giorni?) . Dai tempi in cui c'era il Pc, ad oggi, le cose sono molto cambiate. Il Partito Comunista è morto il Partito ha tentato di trasformarsi in tanti modi senza mai riuscire a conquistare davvero. Il Partito trasformato e allargato (anche alla vecchia DC) oggi ha però un'identità precisa che forse non è del tutto chiara a qualcuno, altrimenti non riesco a spiegare il titolo dell'articolo di Repubblica. Il PD ha sempre sostenuto il sistema 0-6 integrato che significa in parole più semplici: esternalizzare e privatizzare. Lo fa da anni, almeno per quel che concerne i nidi. Lo fa almeno del 2007, quando l'allora Governo Prodi, elargì diversi MLN per ampliare il sistema 03, con finanziamenti di fatto ai nidi privati. I risultati sono stati scarsi: i nidi negli ultimi anni sono diminuiti (dati Istat). I nidi hanno subito profonde ferite alla qualità. Il calo della qualità è difficilmente rintracciabile a livello nazionale, ma è testimoniato dalle tanti notizie. Mi piace sempre ricordare come esempio che a Venezia si assumono vigili come educatori...   
Cosa vuole dire integrato per il PD?
La risposta a questa domanda credo sia da ricercare nelle ultime variazioni apportate ai nidi bolognesi. La Vicesindaco Pillati per poter garantire "più posti a tutti i bambini" ha comprato posti nido ai privati, già lo faceva prima ma ora quei posti saranno riservati ai soli bambini "ricchi". Da settembre i bambini sotto una certa fascia isee, andranno ai nidi pubblici, mentre gli altri, quelli sopra una soglia X isee, andranno al nido privato, pagando una retta scontata dal comune, con soldi pubblici.
Per il Partito integrato significa dare ai privati e fare una distinzione di classe già dal nido. Con una manovra leggera, come quella di un elefante, il PD sta ritornando ad un sistema educativo MOLTO preciso. Un modello che assomiglia a quello dell'Ottocento dove i poveri vanno in scuole da poveri e i ricchi in scuole da ricchi... Con una differenza non da poco: le scuole ai "ricchi" (dei non poveri, se preferite) le pagano tutti i cittadini.        
         
         

1 commento:

  1. Come ho già avuto modo di dire in altri comm
    enti su questi decreti, ritengo sia un vero passo in avanti che lo Stato ha fatto , sulla spinta dell'Europa, nel riconoscere che l'educazione e l'istruzione sono due pilastri fondamentali dello sviluppo umano fin dalla nascita di un bambino e se ne deve far carico anche lo Stato. Lo 0-6 anni diventa a tutti gli effetti un primo segmento importante, anzi fondamentale della formazione di un bambino. Il nido non sarà più un servizio a domanda individuale, ma dovrà essere un servizio dovuto...Da questo assunto alla realizzazione della generalizzazione dei servizi per tutti, naturalmente passerà del tempo, ma occorre riconoscescere che a differenza della vecchia legge 1044t ci sono precisi stanziamenti di fondi a livello dei prossimi tre anni (circa 670 milioni di Euro). I fondi saranno devoluti e gestiti dai Comuni, per cui i nostyri amministratori dovrebbero attenzionare meglio questo tipo di interventi a favore dell'infanzia e non parlarci solo in termini di "costi gravosi " dei servizi. Devono capire che l'investimento sull'infanzia è un fatto culturale e politico di alta rilevanza e non possono parlarne solo in termini finanziari. Mi auguro un'altra cosa fondamentale : che il personale educativo e scolastico senta propria questa lunga battaglia culturale e difenda il sistema 0-6 insieme ai genitori, cercando di capire e far capire quale grande valore abbia per lo sviluppo dei loro figli , l'investimento in educazione, cura e istruzione. Grazie anche all'attento e costante lavoro del Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia del quale faccio parte, qwuesto obiettivo è stato raggiunto...ma siamo solo all'inizio!

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