mercoledì 18 aprile 2018

Ma Roma è davvero una città amica dei bambini?

BolognaNidi













Intervista a... Qualche giorno fa ho dato la notizia: Roma "diventa" città amica dei bambini. Sono stati tanti i commenti contrari e in aperto contrasto. Ieri,  sempre a Roma, è crollato un soffitto in un nido comunale. Una notizia che ha fatto scalpore sulla cronaca locale che però non è un caso isolato, cela molti problemi diffusi e radicati nel tempo. Oggi raccontiamo il sistema educativo 06 rivolto alla prima infanzia, da un punto di vista di un genitore. Incontriamo Silvia Palombo. Una mamma fuori dal comune, molto attiva, e competente in fatto di servizi,  aggiornata sui testi di legge, sui finanziamenti, conosce bene lo scenario Nazionale e molto bene quello locale. Membro attivo di GeRoNiMa (Genitori, Roma Nidi e Materne) ci racconta la Capitale, con parole precise e fuori dalla propaganda. Porta in luce una città complessa, difficile, una città che pare, in realtà, molto poco attenta al benessere dei bambini. 
   
Partiamo dalla cronaca: ieri  è caduto il contro soffitto in un nido...
Fortunatamente nessuno si è fatto male. Ne' bambini, ne' le cuoche. 

Un caso isolato?
Affatto! Diciamo che il 90% dei nidi pubblici si trova i strutture prefabbricate. Sorte per dare immediata  risposta, ad una domanda enorme di nidi, generata dall'approvazione della legge sui nidi negli anni '70, sono ancora oggi lì. Avrebbero dovuto essere provvisorie, momentanee e invece...

E invece?
Buona parte dei servizi è ancora nei prefabbricati. Nel tempo le strutture sono state "rattoppate" con interventi comunque provvisori, spesso approssimativi, quasi mai organizzati. E i risultati sono questi! Leggiamo con grande stupore incidenti del genere, ma c'è poco di cui meravigliarsi! Forse aspettiamo che qualcuno si faccia male sul serio per prendere in considerazione lo stato degli edifici pubblici.        

Lasciano per ora la questione dell'edilizia. Come stanno i nidi a Roma?
La situazione è fuori controllo. Il sistema misto, a gestione diretta e indiretta, sta vivendo un momento molto difficile. 

Perché?
La Giunta del sindaco Raggi ha scelto di dare la priorità alla gestione diretta. Per farlo stanno, di fatto, chiudendo servizi e facendo perdere il lavoro a tante persone, sopratutto donne.

Chiudono nidi "privati" per riaprire gli stessi nidi a gestione pubblica?
Esatto. E' questo che sta succedendo. Alcuni nidi non riaprono proprio più. Nel mio distretto, ad esempio, hanno chiuso 4 nidi. Due riapriranno a gestione diretta, altri due, non riapriranno. Hanno perso il lavoro 86 lavoratori.

Perché hanno chiuso?
I gestori usufruivano di spazi pubblici allo scadere del bando l'amministrazione non ha rinnovato i termini del contratto. Ad alcuni pare una vittoria, perché i servizi tornano alla gestione pubblica, ma di fatto le famiglie che portavano i bambini al nido, non ritroveranno a settembre le educatrici di riferimento.

Chi gestiva questi nidi?
Un'impresa femminile Pagine Rosa di circa 80 lavoratrici. A Roma è molto conosciuta ed apprezzata per la qualità educativa che riesce ad offrire.

L'amministrazione sta lavorando per riscrivere un nuovo regolamento dei servizi partecipate ai tavoli? 
Inizialmente siamo stati coinvolti. Poi siamo esclusi. Noi, come altre associazioni. 

Perché esclusi?
E' difficile lavorare e coordinarsi con tanti soggetti, però...

Però?
Però sembra che manchi sopratutto la volontà di creare un percorso di reale partecipazione. Eppure il nostro contributo, un contributo dal basso, sarebbe stato importante. Avremmo potuto portare un altro punto di vista.

Il m5S è restio alla partecipazione?
Molto consenso elettorale l'hanno ottenuto proprio battendo sul tasto della partecipazione... ci aspettavamo attenzione, disponibilità, ci aspettavamo fermento, idee, una forte discussione. Ci aspettavamo un rilancio dei servizi vista anche l'approvazione del decreto 65 e un'amministrazione che ha fatto della partecipazione la sua bandiera durante le elezioni ma così non è stato.


Cosa sta accedendo?
Pare che si sia aperto un percorso partecipativo...come dire?... Bugiardo. Ascoltano e  coinvolgono solo chi la pensa come loro. Se sei un po' critici, non sei gradito. 

Scuole d'infanzia come stanno?
Ci sono tante scuole con pochi posti. Negli anni passati tante scuole hanno aperto "sezioni" in scuole primarie, ricavando magari due aule al piano terra. Ci sono alcuni quartieri, sopratutto quelli storici, sforniti di scuole e altri dove se ne aprono nuove che in realtà non servono e rimangono vuote. Anche questa è una realtà complessa che andrebbe pianificata con attenzione.

Se potesse cambiare e rivedere il sistema da dove partirebbe?
Ci sono molti fronti su cui migliorare. Certo servirebbero orari più flessibili. Oggi purtroppo ci sono molti fraintendimenti. 

Ad esempio quali?
Gli imprenditori che hanno aperto un nido sono percepiti spesso come dei profittatori. Mentre molti genitori non apprezzano i nidi pubblici. Di fatto c'è stato un forte calo d'iscrizione. 

Secondo lei perché?
Mettiamolo cosi: se hai da scegliere tra un nido privato sotto casa, con una retta contenuta, magari di 280 euro, magari con orari flessibili, con l'aggiunta di lezioni d'inglese oppure hai un nido pubblico dove la retta supera i trecentocinquanta euro, ogni due giorni c'è uno sciopero e magari piove all'interno...Dove iscrivi il bambino? 

Ci sono nidi privati che costano meno dei pubblici?
Capita anche questo. Ovvio che quel privato non rispetta tutti i criteri, magari mal tratta le educatrici, ma spesso non sono controllati quindi riescono a essere molto competitivi.
 
Meglio pubblico o il privato?  
Dipende dal nido. ci sono nidi di grande qualità, e criticità  in entrambi i sistemi. Non si può dire: pubblico-bello e buono, privato brutto e cattivo. La realtà è molto più complessa.
Perché secondo la giunta Raggi punta sul tutto pubblico?
Non posso saperlo con certezza ma posso ipotizzare. Ha stabilizzato tante educatrici precarie, precarie da anni. Il fatto è che ai nidi comunali, per tanti motivi, le iscrizioni erano poche e quindi dove mettere le tante educatrici assunte? Si chiude il privato e si da posto per il pubblico. La mia è solo un'ipotesi un pensiero...


   
    
 

 

 
 
 

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