mercoledì 6 giugno 2018

Lettera di un'educatrice: più stipendi, più qualità ai nidi











 




Lettera da... L'educatore è un lavoro ormai "riconosciuto". Per intraprendere l'attività è indispensabile la laurea. L'abbiamo scritto tante volte, la questione è stata definita, anche se in modo non del tutto chiaro, sia nella legge ZeroSei (decreto attuativo n 65 della legge delega 107/2015)  che nella legge soprannominata Legge Iori. Ma oltre al titolo di laurea servono tante altre definizioni e tutele, sopratutto in un sistema integrato. Oggi riceviamo e pubblichiamo la lettera di M.C. che pone l'accento su un tema delicato e molto pratico: lo stipendio.


Cara BolognaNidi

Sono educatore da oltre dieci anni ed esercito la professione in un nido in convenzione in  Piemonte(...) Per seguire la mia passione mi sono trasferita dalla Sicilia, dove ho lasciato la famiglia, e dopo aver studiato a Bologna ed aver trascorso un breve periodo in città, mi sono trasferita nuovamente per lavoro. 
 La laurea ha significato per me e la mia famiglia anni di studio, e tanti sacrifici. Eppure non mi sono mai pentita perché ritengo lo studio e la formazione indispensabili strumenti di supporto a  questo complesso lavoro che ci pone quotidianamente di fronte a nuove sfide(...)
 Le responsabilità che come educatrice mi sono assunta e mi assumo sono davvero moltissime(...) E' davvero un lavoro emotivamente e fisicamente difficile e logorante. Ogni genitore che incontro guarda a noi educatrici che grandissime aspettative perché quasi tutti i genitori sperano il meglio per il proprio figlio: la persona più competente, la più preparata ma anche la più appassionata(...)
 Io però in busta paga per circa 35 ore settimanali percepisco 1100 euro mensili. E non è facile vivere al nord con uno stipendio di questa portata. Del resto conosco colleghe molto meno fortunate di me a cui vengono stipulati contratti irregolari e che percepiscono 700, 800 euro mensili. Non mi soffermo poi sulle tutele frequentemente disattese (...)
 Perché in un mondo dove tutto, o quasi, è calcolato sui soldi noi educatrici siamo pagate quanto un lavoratore "comune" che non ha alcun titolo di studio o responsabilità? 
 Ritengo che questo sia un problema molto importante(...)
 Uno stipendio basso induce tante educatrici a lasciare la professione per sfinimento e magari dopo anni di studio. 
 Uno stipendio basso induce tutto verso il basso e costringe all'abbassamento qualitativo (...) 
 Cosa ne pensa di stabilire un tariffario professionale minimo? Ritengo che potrebbe essere un primo passettino verso la qualifica della professione e dei servizi. E forse si potrebbe impiegare parte delle risorse che finalmente i nidi oggi ricevono dallo Stato anche per questo.

M.C.

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