martedì 5 giugno 2018

Sono un papà non un bancomat. Una petizione per cambiare la legge

BolognaNidi
 













Cronaca Bambina Pubblicata da poche ore ha racconto oltre 5000 firme. Il testo è semplice e chiaro. La luce è puntata sui padri divorziati e sui diritti negati rispetto all’educazione dei figli. L’attenzione però è rivolta anche verso l’economia. Nella petizione “Sono un papà non un bancomat” leggiamo: “Non è possibile nella nostra società civile che papà separati dormano in auto, non riescono a vedere i propri figli o devono vederli di nascosto. E le diatribe genitoriali possono portare a tragedie famigliari inenarrabili, dalle quali veniamo quasi quotidianamente sconvolti”. La petizione lanciata change.org porta la firma di Antonio Stasolla.




Le richieste
Ai giudici si chiede di essere più sensibili e attenti mentre ai politici si chiede di portare avanti una proposta di legge che tuteli maggiormente la figura del papà separato, in particolare: stabilire un percorso obbligatorio per i separandi, con una equipe di specialisti come uno psicologo, un avvocato e un mediatore familiare, a spese dello Stato, e un contributo, ai figli minori, per famiglie separande con reddito basso. 
I papà divorziati diventano subito poveri
La petizione spiega Nel nostro Paese, la separazione dalla propria moglie o compagna e figli, è per la stragrande maggioranza degli uomini, motivo di grandi difficoltà economiche, anzi, aggiungerei, che anche qui, nella maggior parte dei casi, si diviene subito poveri”.

La legge c’è ma è incompleta
“Purtroppo, a causa di una legge, a mio avviso incompleta e forse solo marginalmente interpretata, normali persone, che fanno già fatica a sopravvivere,  sono messi nelle condizioni di divenire poveri: a NORMA DI LEGGE”.

Il padre deve poter educare
I papà, anche se separati, debbono poter partecipare, nei fatti, all’educazione dei propri figli, insegnare loro il rispetto, le regole, la responsabilità e la bellezza dell’esistenza tutta e poter educare all’umiltà, ai valori, alla solidarietà, al rispetto dei genitori e degli adulti, ad iniziare dagli insegnanti, quotidianamente oltraggiati, solo così potremo avere una società migliore”.



Qui la petizione






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