PNRR si costruiscono gli edifici ma i posti nido non ci sono.




Cronaca Bambina Quasi un edificio scolastico su tre ha ancora bisogno di lavori urgenti. E, nonostante i miliardi del PNRR, proprio i progetti per nuove scuole e asili nido risultano tra quelli che faticano maggiormente ad arrivare al traguardo.

L'impietosa fotografia ci è restituita dal rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente. Nel 2025 il 31,7% degli edifici scolastici italiani necessita ancora di interventi urgenti. Una percentuale che cresce fortemente nel Mezzogiorno: 45,2% al Sud e 54,2% nelle Isole.

Qualche miglioramento c’è. Gli edifici dotati di certificato di agibilità sono aumentati e negli ultimi anni sono cresciuti gli interventi di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico. Ma il quadro resta particolarmente delicato proprio mentre il PNRR entra nella sua fase finale.

Per il Piano asili nido e scuole dell’infanzia, Missione 4 del PNRR, l’obiettivo concordato con l’Unione europea è arrivare ad almeno 150.480 posti nuovi, riqualificati, ampliati o ottenuti attraverso il cambio di destinazione d’uso nei servizi educativi destinati alla fascia 0-6 anni.

Il target avrebbe dovuto essere raggiunto entro il secondo trimestre del 2026, ma a settembre risulta ancora in ritardo.

Il fatto è che non si tratta soltanto di capire quanti cantieri siano stati aperti, ma quanti nuovi posti siano realmente diventati disponibili per bambine, bambini.

Il sistema ufficiale di monitoraggio degli interventi è ReGiS, la piattaforma della Ragioneria generale dello Stato sulla quale gli enti locali devono registrare avanzamento, spese, cronoprogrammi e rendicontazione dei singoli progetti.

Ma il fatto è che un edificio terminato non è necessariamente un servizio educativo aperto.

Dopo i lavori occorrono collaudi, autorizzazioni, arredi, organizzazione del servizio e soprattutto personale educativo e ausiliario. Per questo il successo del PNRR non potrà essere misurato soltanto attraverso il numero dei cantieri conclusi, ma attraverso una domanda molto più semplice: quanti bambini e quante bambine entreranno davvero nei nuovi servizi?

Il PNRR rappresentava un’occasione straordinaria per recuperare decenni di ritardo nell’offerta educativa per la prima infanzia, ma a pochi mesi dalla chiusura definitiva del Piano, è proprio questo il dato che sarà necessario continuare a seguire.


 
Laura Branca