giovedì 26 maggio 2016

Telecamere e scuola. Lettera di una maestra per vocazione

 
 
 
 
 
 
Gentile redazione, ho letto con attenzione i vostri articoli e molti atri sull'uso delle telecamere nei nidi e nelle scuole. Ho letto poi moltissimi commenti sui social e seguito qualche dibattito. Nonostante non ami mettermi in mostra per indole introversa e piuttosto timida, questa volta sento la necessità di aggiungere a tante parole altre parole. Personalmente sono a favore delle telecamere nelle scuole e nei nidi e vorrei spiegare le mie motivazioni. Insegno nella scuola d'infanzia statale da oltre 20 anni. In tanti anni di servizio ho girato molti istituti e visto tante situazioni diverse. Ho insegnato in scuole frequentate da "persone bene" della upper class, altre scuole composte da famiglia ai margini delle società: disagiati, poveri, delinquenti ecc ecc. In tante scuole ho osservato e lavorato con tanti colleghi. Nelle nostre scuole italiane ci sono tante maestre frustrate che avrebbero voluto fare altro nella vita e si sono trovata a fare questo lavoro, magari convinte di aver vantaggi: molte vacanze, tanti congedi, tanto tempo libero... la realtà si è rivelata profondamente diversa e hanno incontrato le tante difficoltà e stress che questo lavoro costringe quotidianamente e di continuo. Educare i bambini significa: attitudine, concentrazione e tantissima pazienza, non si tratta di svolgere un lavoro, ma compiere una vera missione. Ci sono momenti normali della giornata duri da affrontare. Magari dopo diversi tentativi sei riuscita a creare armonia e attenzione per svolgere un'attività e bussano perché devi firmare una circolare urgente. A quel punto devi staccare dai bambini, concentrarti sul testo per capirlo e firmarlo in breve tempo. Nel mentre l'attenzione dei bambini è saltata e devi badare che non si facciano male o non scatti una rissa... Questo è solo un esempio di ciò che succede tutti i giorni e richiedere tante energie. Quel che vedo intorno è molto diverso. Faccio un altro esempio, ho avuto un collega che per anni, tutti i giorni, arrivava a scuola con lo zaino vuoto, per riempirlo di panini o altri alimenti "rubati" ai bambini prima dello scodellamento. Tutti lo sapevamo. Tutti stavamo attenti che ciò non accadesse, ma continuava ad accadere, nonostante liti e baruffe. Il personale nelle scuole è quasi esclusivamente femminile e questo non è un bene. Troppe donne sullo stesso luogo di lavoro alimentano invidie, gelosie e rivalità e se le donne non sono peggio degli uomini, è anche vero che nelle scuole ci vorrebbero più uomini, per avere un confronto diverso e dare un diverso riferimento ai bambini, un altro sguardo. Tutto questo malessere che c'è nelle scuole ed è tangibile, inevitabilmente si riversa sui bambini. Molto spesso si crede che la scuola d'infanzia si possa realizzare tramite laboratori, attività e progetti pedagogici. Tutte queste cose sono importanti e utili , ma la cosa più importante è l'amore, l'accogliere che si da ai bambini, è riuscire a dare attenzione, saperli vedere, ascoltarli senza etichettare, cosa che troppo spesso avviene: "il bambino è timido...il bambino è violento" i bambini non hanno bisogno di giudizi ma di affetto e tanto ascolto che solo se fai questo lavoro per passioni  puoi dare. Ecco perché credo che le telecamere nelle scuole potrebbero aiutare non solo a individuare in tempi più rapidi le violenze, ma anche a verificare i continui mobbing tra colleghi che troppo spesso ho incontrato e subito. Non telecamere per  mettere in mostra i bambini e a disposizione di chiunque, ma telecamere per verificare anche il clima del lavoro, perché certe maestre andrebbero semplicemente allontanate dal posto di lavoro per far spazio a chi sceglie questo lavoro per passione.
Carmen maestra per vocazione              

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