lunedì 26 settembre 2016

I nidi fanno bene SE di qualità.











"I nidi fanno bene se sono di qualità. E' forse questo il nodo cruciale che è emerso durante il convegno organizzato dal Gruppo Nazionale Nidi che si è svolto sabato 24 settembre a Modena", ci racconta Micol Tuzi pedagogista e sindacalista Cgil. La qualità si sa si fa con i soldi, mentre in questi anni lo Stato ha continuato a stringere i cordoni della borsa, le economie  dedicate al welfare sono state tagliata di svariati Miliardi di Euro. I maggiori tagli sono perpetrati dallo Stato alle regioni e ai comuni. Per dare una cifra di esempio teniamo a mente che la regione E-R in un solo anno è passata da un investimento per
l'infanzia (nidi compresi) di 16 mln di Euro a una di 1,8 mln. I comuni dal canto loro hanno avuto la doppia mannaia: da una parte tagli diretti ai servizi, dall'altra i limiti di spesa imposti dal patto di stabilità. Nel contempo i diversi  Governi che si sono alternati alla guida del paese hanno promesso più nidi per tutti. L'ultimo annuncio rimasto solo su carta è stato fatto il 1 settembre 2014 quando Renzi annunciava: Mille nidi in Mille giorni. Nidi mai aperti come abbiamo descritto nel nostro report, da una parte e nidi sempre più poveri di mezzi e con una graduale diminuzione di qualità, dall'altra. 

Il Professor Belotti durante il convegno ha sottolineato come servizi di qualità possano restituire tanti effetti benefici ai bambini e alla società sopratutto ai ceti più bisognosi. Il suo studio pubblicato in un libro ha diversi illustri precedenti. La fondazione Agnelli qualche anno fa arrivò alla stessa conclusione grazie alla ricerca condotta dall'economista Daniela Del Boca. L'UE e diversi altri documenti ufficiali, ci descrivono quanto dei buoni servizi facciano bene solo se di qualità. Eppure l'andamento generale da non è certo quello d'investire, anzi, siamo al risparmio continuo e continuativo. Il risparmio può produrre dei servizio d'assistenza, utili alla conciliazione dei tempi lavoro-famiglia. Servizi  certo utili e urgenti, ma sono servizio che non fanno bene: all'educazione dei piccoli, all'integrazione dei più svantaggiati, non sono servizi che offrono importanti ripercussioni sociali ed economiche al Paese.   
La qualità passa dal contratto 
Al convegno sono state messe a fuoco diversi aspetti inerenti il tema: "la qualità dei servizi educativi passa anche dalla qualità dei contratti dei lavoratori. Nel focus Group specificamente dedicato- racconta ancora la Tuzi- questo punto è emerso con forza". I questi anni di grandi risparmi abbiamo assistito ad una significativa e graduale esternalizzazione dei servizi. L'esternalizzazione ha avuto un effetto di risparmio. Il risparmio è stato possibile grazie al peggioramento dei salari e delle condizioni contrattuali del personale. Il peggioramento dei contratti ha avuto ripercussioni qualitative sui servizi a volte molto importanti.
All'orizzonte le novità normative
La situazione sta comunque mutando molto rapidamente. Sono in cantiere due grandi cambiamenti: la modifica alla legge regionale E-R e la modifica alla legge nazionale 1044 che fino ad oggi ha regolato i servizi 03. Si prevede l'unione del tratto educativo 0-6 e promette, ormai con diversi e inspiegabili slittamenti, un grande investimento di risorse per i nidi.      
   

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