martedì 14 novembre 2017

Dignità per il lavoro educativo: in piazza per una manifestazione pacifica


 



Cronaca bambina.  Tutti i giorni i deputati della VII commissione (cultura, scienza, e istruzione) ricevono una lettera che in modo gentile, ma fermo, fa richieste precise. Il testo della missiva lo potete leggere per intero di seguito. A scrivere
sono i tanti educatori e pedagogisti laureati che chiedono venga approvata in modo celere il ddl 2443 Disciplina dell’educatore socio pedagogico e del pedagogista. Il fatto è che questo testo, chiamato anche legge Iori (dal nome di Vanna Iori la prima firmataria) si è arenato dopo un lunghissimo lavoro. Da luglio è fermo e non prosegue oltre il suo cammino verso l’approvazione definitiva. Qualcuno vi ha risposto? Chiedo ad un'educatrice di Cagliari. "Solo l'Onorevole Blundo...il fatto è che sono stati presentati diversi emendamenti, dall’Onorevole Francesca Puglisi e la legge non riesce ad essere approvata. Noi chiediamo che la senatrice Puglisi ritiri gli emendamenti e che il testo sia approvato quanto prima”. Ma perché è importante che venga approvata entro breve?E’ una questione politica. Finita questa legislatura non sappiamo che fine farà il disegno di legge. E tutti noi, educatori e pedagogisti laureati, stiamo aspettando da tanto, da trent’anni!”. Il disegno di legge è stato scritto in modo condiviso e partecipato, mi assicurano le voci di educatori e pedagogisti che ascolto, ha avuto un lungo iter per trovare la definizione attuale ma...Mentre la legge Iori non viene approvata – continua l’educatrice sarda- l’Onorevole Lorenzion ha presentato un altro ddl rispetto alle professioni sanitarie. In quel testo di legge gli educatori e i pedagogisti laureati scompaiono, non se ne fa alcuna menzione”. La legge Iori invece definisce i ruoli e le mansioni. Scrive a chiare lettere che titoli di studio necessitano per svolgere il ruolo di educatore e quali ruoli si possono svolgere indicando anche i contesti. Insomma si fa chiarezza rispetto ad una professione che oggi non ha unordine professionale. E senza riconoscimento giuridico non si ha la possibilità di definire una chiara contrattazione.  Ma non avere un ordine professionale: cosa significa? Oggi ci sono tanti educatori formati con titolo di laurea che lavorano per soggetti privati, per pochi soldi, e ad ora. “Eppure noi educatori e pedagogisti in Italia siamo tanti- racconta un pedagogista siciliano- oltre 200000 ma siamo pressoché invisibili! Svolgiamo un lavoro importante, a volte, molto importante: presso le comunità di recupero, presso i centri di aggregazione, nelle scuole con i maestri del sostegno e in molti altri contesti... ma purtroppo non siamo riconosciuti o tutelati. Il nostro lavoro oggi lo possono fare anche li psicologi o i sociologi mentre noi non educatori non possiamo fare il loro lavoro! Perché questa disparità?” Infine il testo della lettera lo potete leggere qui di seguito, domani, in modo in molte università si svolgeranno manifestazioni “pacifiche e pedagogiche” per portare attenzione al tema. Le piazze che aderiranno sono: Cagliari, Palermo, Messina, Cosenza, Fossalta di Piave, Albissola, Savona, Bergamo e Monza. Testo della lettera:Si afferma sempre più frequentemente il valore dell'educazione in tutti gli ambiti (educare al rispetto, educare al senso civico, educare allo sport, educare alla responsabilità, alla genitorialità e l'elenco potrebbe continuare). Pertanto, com'è possibile che si ribadisca continuamente la necessità dell'educazione e contestualmente si stia tentando di annullarne i suoi massimi esperti (pedagogisti e educatori laureati in scienze dell'educazione), non giungendo all'approvazione immediata del DDL S 2443 (a prima firma Iori)? Il corso di laurea in pedagogia, successivamente denominato in scienze dell'educazione, nasce nel 1936. Attualmente, siamo nel 2017, Educatori e Pedagogisti attendono che il proprio mestiere possa finalmente ottenere la dignità normativa che merita".
Cordiali Saluti


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