giovedì 16 novembre 2017

Nidi e scuole d'infanzia: un anno dopo il terremoto

Agrinfanzia














Loredana Dell’Orso è educatrice in un centro infanzia sperduto tra i monti marchigiani, a Visso, provincia di Macerata. Lei per andare a lavorare deve attraversare, come molti altri, la Valle Nerina quella sprofondata con il terremoto dello scorso anno. 

La Valle è aperta e chiusa da una sbarra ad orari fissi, sia per consentire l’uscita, che per poter entrare. A circa 50 Km di distanza c’è Federica Di Luca un’altra educatrice che ha ri-aperto il servizio 0-6 sotto una tenda (leggi qui). Oggi, oltre un anno dopo il terremoto, i servizi educativi situati nella zona del cratere vivono una vita precaria. Le due testimonianze da cui raccolgo informazioni fanno un quadro piuttosto preciso della situazione. Loredana Dell’Orso ha di recente scritto una lettera in cui racconta la vita di tutti i giorni dei bambini e dei genitori del centro d’infanzia I Pulcini. La potete leggere per intero da qui. Il centro I Pulcini resiste e accoglie 6 bambini “Di più non si può perché il comune non ha possibilità per assumere l’altra educatrice che sarebbe necessaria per garantire i rapporti numerici educatori-bambini stabiliti per legge. Eppure sarebbe importate che il centro ampliasse l'offerta anche in previsione del nuovo anno il 2018-19. Sono molti i genitori che vorrebbero iscrivere i nuovi nati.” Il comune sta facendo uno sforzo per mantenere il servizio in funzione gestito dalla cooperativa asscoop. “Prima del terremoto i pulcini erano in un altro edificio che è risultato inagibile. Dopo un periodo di sfollamento sulla costa, siamo tornati a Visso e siamo stati accolti nel plesso scolastico della scuola primaria. Qui però ci mancano gli spazi adeguati: non abbiamo uno spazio far dormire insieme tutti i bambini, il fasciatoio è posizionato in bagno in una zona di passaggio. Ad oggi non ci sono possibilità per ampliare questo servizio che è un punto di aggregazione importante per i genitori e i bambini. Quel che più fa male è l’inadeguatezza delle Istituzioni. Non punto il dito sull’amministrazione locale, anzi a loro va un plauso perché davvero ci stanno supportando in tutti i modi, ma all’indifferenza da parte dello Stato che qui non si è mai fatto vedere.”
A qualche Km di distanza, a San Ginesio (Macerata), incontro Federica Di Luca dell’Agrinfanzia della Natura. La raggiungo la sera dopo le 21,30, lei ha appena finito di lavorare “Come quasi tutti i giorni- mi racconta con una sonora risata- qui c’è super lavoro. Ad un anno dal terremoto le cose da fare sono moltissime e noi educatrici, pedagogiste e insegnati, abbiamo il compito di rispondere alle esigenze dei bambini e dei i ragazzi”. Federica Di Luca con il gruppo nidi e alcune colleghe e insegnanti della scuola dell’Infanzia Ortolani di Camerino e da operatori dell’Agrinido La fornace degli gnomi di Gagliole, hanno avviato un tavolo di coordinamento 0-6 nell'area del cratere. Hanno svolto un primo incontro di formazione in settembre a San Benedetto del Tronto. Di recente hanno scritto una lettera (che potete leggere qui ) 
La nostra idea è fare una mappatura delle attività che i servizi e le scuole stanno svolgendo per elaborare il trauma che il terremoto ha lasciato. Vogliamo creare collegamenti, scambi e occasioni di incontro con chiunque operi nella fascia 0-6 anni. Il post terremoto richiede tanta formazione e supervisione ma anche fare attività di relazione con i bambini e le famiglie. E Federica continua “Quello che non riusciamo a far comprendere, a chi non vive questa situazione è che noi abbiamo bisogno di più: più energie, più formazione, più economie, più personale di supporto...Non possiamo continuare ancora per molto a lavorare sempre”. Federica mi racconta come molte persone anche all’interno delle scuole cedano alla tentazione di rimuovere il ricordo e il dolore. “Non è possibile farlo e non è nemmeno corretto! Oltre ai ricordi che affiorano tutti i giorni siamo di fronte a qualcosa che ci ricorda sempre il terremoto. I bambini chiedono spiegazioni, dimostrano nuove paure che noi educatori e docenti dobbiamo accogliere con professionalità ma anche con serenità le loro domande”. Insomma all’interno del cratere la situazione è tutt’altro che stabile. Molto lavoro si sta svolgendo e molte cose continuano a mancare anche dopo la prima emergenza. I contatti di Federica Di Luca e Loredana Dell’Orso li potete trovare nelle lettere.

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