lunedì 9 aprile 2018

Speciale Elezioni rsu Bologna: parola a Micol Tuzi di Cgil



Intervista a Le elezioni per le cariche delle RSU sono una scusa per entrare nei nidi e nelle scuole d'infanzia Bolognesi. Iniziamo a fare il giro di intervista con la Cgil. Diamo la parola a Micol Tuzi. 



La priorità per gli asili nido e le scuole d’infanzia a Bologna? 
 
Diciamo che nel nostro contesto bolognese una vera priorità non c’è in questo momento. Oggi il comune di Bologna ha piena stabilizzazione e questo è un successo, frutto di un lavoro di squadra della Cgil: sia a livello che a livello locale. Un risultato che non è certo da poco. Poi ci sono tanti temi su cui lavorare per migliorare la situazione che non è priva di difficoltà. 

Piena stabilizzazione che ha significato però un cambio di contratto per i nuovi assunti, che hanno più ore frontali con i bambini...

E’ vero. E questo può essere causa di tensione. Non ho detto che tutto va bene. Ci sono miglioramenti possibili per far lavorare al meglio le persone. Il doppio contratto è uno degli aspetti su cui lavorare, ad esempio riorganizzando gli orari. Ma non si tratta solo di questo. Il fatto è che tutto, o quasi, è ridotto all’osso. E le sofferenze ci sono. Le sostituzioni dovrebbe essere date con maggiore agilità, ma anche sul coordinamento pedagogico si potrebbero fare molte riflessioni. Così come sul lavoro dei collaboratori. 

Tra nido e scuole chi lavora in maggiore armonia?

Direi che ai nidi “si respira” un clima più disteso, c’è più agio. Non ho dati o studi alla mano, si tratta di un’impressione, data dal fatto che al nido, in generale, c’è più personale e si riesce a lavorare con maggiore serenità. 

Tuzi, per le elezioni hai girato tanti nidi e scuole in città: cosa ha trovato?
 
Tante storie diverse e tanta professionalità. Tante persone che fanno questo lavoro con passione. Ho incontrato tante donne con il sorriso di fronte ai bambini e ai genitori, che hanno magari vissuti difficili. Non fanno trasparire nulla dei loro problemi e delle loro preoccupazioni, perché sanno qual è il loro lavoro! Tante donne che prima portavano a casa, un secondo stipendio, sono diventate “capo famiglia” perché il marito ha perso il lavoro. La crisi si è fatta sentire.

Come valutate la modifica, di giunta, che va a scontare le rette dei nidi privati del sistema pubblico e va a dividere le liste d’iscrizione
 
E’ una novità da valutare attentamente. Non c’è stato un reale confronto fino ad ora in Cgil. Però mi sento di fare un’osservazione: il nostro sindacato sta scrivendo un programma sulla qualità dei servizi. In questo programma si esplicita nuovamente, la necessità, di mantenere i servizi pubblici a gestione diretta. La manovra che ha operato la giunta, di fatto, ha elargito soldi pubblici, ai servizi privati mentre quegli stessi soldi avrebbero potuto essere spesi per il bene pubblico.

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