martedì 10 aprile 2018

Speciale elezioni rsu Bologna: parola a Cristina Zamboni per ADI











Intervista a... Terza intervista: oggi incontriamo Cristina Zamboni per il Adi. Lei è insegnante alla scuola d'infanzia e ha una visione molto precisa della situazione. Anche nelle sue dichiarazioni non manca una stoccata ai sindacati confederali. 



Quale la priorità dei nidi e delle scuole d’infanzia per Adi ?

Certamente l’omogenizzazione dei contratti per le insegnanti che operano nella scuola d’infanzia. Le maestre hanno bisogno del contratto scuola e non un "contratto enti locali". Il fatto è che su questo punto c’è molta confusione, ma noi di ADI siamo fermi. Si può intervenire e sarebbe doveroso farlo quanto prima. Purtroppo  questa amministrazione sta mal interpretando la legge 107, la cosi detta buona scuola, e il decreto attuativo n. 65 sullo  ZeroSei.

Mal interpretando perché?

Il concetto da recepire è uno: la legge nazionale chiarisce e stabilisce che i nidi d’infanzia si avvicinano al sistema scolastico. Non a caso oggi i nidi sono stati posti sotto la tutela del MIUR (ministero della pubblica istruzione). Questo è quello che ci dice lo Stato. La pubblica amministrazione locale invece si allontana da questa scelta e direttiva, che è legge, e opera in senso totalmente opposto: porta la scuola d’infanzia più lontana dal sistema scuola e più vicino all’assistenza. Qui non si tratta di contrapporre i sistemi: nidi di serie B e scuole di serie A, sia chiaro, si tratta molto semplicemente di avvicinare i nidi alla scuola e le educatrici alle insegnati. Non il contrario. Con l’introduzione del nuovo contratto a scuola si è aperta una guerra tra i poveri, una guerra tra colleghe. Sono altri i temi su cui si dovrebbe lavorare.

Ad esempio?

Ad esempio lavorare affinché insegnanti ed educatori possano aspirare a diventare pedagogisti. Trovare dei sistemi per dare valore all’esperienza dei lavoratori. I collaboratori dovrebbero essere valorizzati maggiormente ed essere  considerati assistenti all’educazione. Il loro ruolo nelle scuole e nei nidi è importante va valorizzato.

Per le maestre di sono due contratti diversi ma sono tutti assunti…

Tutti assunti ma chi lavora con il nuovo contratto fa orari assurdi. Due giorni la settimana sette ore, in alcuni casi otto, frontali con i bambini sono massacranti e non consentono qualità. Lavorare a luglio non è ammissibile. Il calendario scolastico dice che le scuole chiudono al 30 giungo. Perché le maestre che hanno un preciso profilo professionale, dovrebbero fare le animatrici? Non è il loro lavoro! L’animatore ha una professionalità diversa da quella del maestro non c’è dubbio. Eppure si chiede anche questo alle maestre. 

Elette per...

Un reale confronto. Su questi temi, come per altri, manca un vero confronto anche tra noi rsu. E’ due anni che non viene convocata l’assemblea, sempre con scuse futili e questa mancanza di democraticità si respira a pieni polmoni.





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