mercoledì 2 maggio 2018

Aboliamo la festa della mamma?











Cronaca Bambina Perché non abolite la festa del papà? E quella della mamma? Perché non introdurre invece la festa della famiglia? In fondo sarebbe una festa più inclusiva e meno discriminatoria nei confronti delle famiglie con genitori dello stesso sesso e non solo... L'asilo Chicco di Grano di Roma tenta il passo e rilancia di festeggiare la famiglia ma il conflitto non tarda ad arrivare.


Il conflitto
Anche di fronte ad una scelta che voleva essere il più possibile neutra e riguardosa nei confronti di tutti genera conflitto. A sollevare la polemica è l'associazione Articolo 26 e alcuni genitori dei bambini che frequentano l'asilo in questione. La scelta di eliminare le feste tradizionali sarebbe una discriminazione nei confronti delle coppie etero. E i genitori contrari a festeggiare “la famiglia” hanno inviato un reclamo al municipio. 

Il Municipio
Secondo i genitori “contro” il Municipio risponde "facendo intendere che le due secolari celebrazioni sono ideologiche e divisive e quindi da cancellare con una più inclusiva festa delle famiglie'". L’associazione Articolo 26 sottolinea come quella del Municipio sia "una risposta grottesca poiché è divisivo ledere i diritti di tutti gli altri genitori e bambini ed è ideologico cancellare i massimi simboli dell'umanità, di cui fanno parte sia i due genitori omosessuali, anch'essi nati da uomo e da donna, sia i loro bambini".

Il nido propone...
Il nido, per pacificare gli animi, proporre una festa del papà e della mamma facoltative. L’associazione Articolo 26 sostiene che la proposta sia stata respinta dalla famiglia e incalza “Democrazia significa rispettare i diritti della persona e delle minoranze senza annullare i diritti delle maggioranze". 

Un precedente alla scuola d’infanzia
Nel 2015 in una scuola dell'infanzia, sempre a Roma, era già accaduta una vicenda simile. L’associazione Articolo 26 conclude "Come genitori, docenti e cittadini affermeremo con ogni mezzo democratico che le differenze culturali, religiose ed educative non possono essere cancellate in nome della falsa cultura della tolleranza".

La festa della Mamma in Italia
La prima festa della maternità fu celebrata in Italia il 24 dicembre del 1933 durante il Fascismo. Si celebrava la maternità e sopratutto le donne più feconde e “produttive”. La festa della mamma, così come la intendiamo oggi, è nata più tardi, negli anni 50, ed è legata essenzialmente a motivi commerciali oltre che a motivi religiosi. E’ talmente sentita nel nostro paese da non aver trovato una data fissa, ma si sposta in coincidenza con la seconda domenica del mese di maggio. Per l’occasione a scuola, dal nido in avanti, si realizzano i famosi “lavoretti” il più delle volte controllati e pensati dai maestri o dalle maestre. I “lavoretti” il più delle volte, sviliscono la fantasia dei piccoli studenti e non riescono a descrivere la natura dei sentimenti che legano i figli ai genitori.


Dalla mamma alla famiglia
Il fatto è che la festa della mamma (invenzione recente) e quella del papà (che ha almeno una reale tradizione) non mette in difficoltà solo i figli dei genitori dello stesso sesso, ma anche le tante famiglie monogenitoriali o i figli che hanno i genitori lontani. Festeggiare la famiglia può essere più diplomatico e meno triste per qualcuno? Che ben venga! Del resto anche le feste cambiano a seconda dei tempi, delle modo e dei tempi. Basti pensare ad halloween, che ha generato tanto entusiasmo tra i giovani e i bambini, con buon pace dei più stagionati che ricordano la tradizioni visite ai cimiteri. Insomma le tradizioni cambiano e le famiglie anche i bambini ancor di più. E in fondo perché tanto rumore per un cambio di festa?








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