martedì 29 maggio 2018

Poli educativi ZeroSei? Ne parliamo con l’assessore Rossella Cestini

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Intervista a... Poli ZeroSei nasceranno in Umbria con finanziamenti pubblici. Ma di cosa si tratta esattamente? Sono nuove strutture che organizzano il sistema educativo in modo più continuativo tra nido e scuola d’infanzia. I Poli faranno dialogare e lavorare insieme due realtà diverse, che fino ad oggi, hanno conosciuto storie diverse, percorsi diversi e sono state organizzate in modo differente. Per farci raccontare questa novità oggi incontriamo l’assessore di Città di Castello Rossella Cestini.


Assessore come nasce questo polo?
Città di Castello ha partecipato ad un bando indetto dal Miur per la realizzazione di nuovi poli educativi ZeroSei. Hanno partecipato 11 comuni. Città di Castello si è posizionata seconda in graduatoria, dopo il comune di Guardea (Terni) e prima del comune di Spoleto.

Il concorso è stato indetto dal Miur?
Esatto dal Miur. L’INAIL invece stanzierà le risorse per la realizzazione le strutture architettoniche.

Che tipo di servizi aprirete?
Nel polo saranno aperti un nido, una scuola d’infanzia, ma anche dei servizi di altra tipologia.

Che tipo di servizi?
Un ARCA, un servizio aperto ai bambini dai 12 mesi con orario più ridotto, senza il pasto. Si esce all’una.

Mentre il nido che orari svolgerà?
Dalla 7,30 fino alle 16. Volendo ci sarà la possibilità di estendere il servizio fino alle 18, per soddisfare le esigenze lavorative dei genitori.

L’altro servizio all’interno del Polo qual’è?
Si chiama Casa Azzurra ed è aperto si ai bambini che alle famiglie. E’ un servizio pensato per aiutare i genitori ad affrontare le tante problematiche che un bebè porta con sé. Si offrono poi tanti laboratori e attività come ad esempio il massaggio infantile.

Nido servizi e scuola saranno a gestione pubblica e diretta?
Si. In continuità con quello che ci indica il decreto attuativo n 65. Daremo continuità al nido comunale con una scuola d’infanzia statale. Due diversi soggetti che dialogheranno in un’unica struttura.

Prevede difficoltà?
Non sarà facile all’inizio. Si tratta di due soggetti diversi. Si tratta di lavoratori con formazione e contratti diversi. Si tratta di due servizi che hanno finalità differenti. Oggi le educatrici di nido, ad esempio, sono spesso laureate, non così per le maestre di scuola d’infanzia. E’ una vera sfida!

Una sfida affrontata come fino qui?
Dal mio punto di vista molto bene. Diversi soggetti regione, comuni, l’anci e il garante dell’infanzia regionale hanno lavorato insieme per stendere le linee guida entro cui muoverci e definire gli obiettivi e le finalità dei poli educativi. Si tratta di sperimentare e siamo motivati a dare il meglio per proseguire a livello nazionale.

Perché si parte proprio in Umbria?
Perché abbiamo una storia alle spalle davvero solida. La politica in passato ha saputo individuato in questi servizi dei luoghi importanti dove investire. Ma c’è un altro motivo. Nidi e scuole hanno dialogato da sempre. La formazione per gli educatori e le insegnanti è comune. A Città di Castello il nido e la scuola d’infanzia che verranno compresi nel polo ZeroSei hanno lavorato insieme. Oggi sono strutture anche abbastanza vicine fisicamente .

Il polo quindi non aprirà un nuovo nido e una nuova scuola ma riassorbirà due servizi già esistenti?
Esatto, due servizi che avevano anche qualche problema strutturale dopo il terremoto. Abbiamo tenuto insieme entrambe le esigenze aprire nuovi poli e garantire strutture assolutamente anisismiche.

Tra il personale si respira un clima di paura secondo lei?
La sfida è grande. Prima che si possa generalizzare questo nuovo modello di lavorare passerà del tempo. Cerchiamo però di guardare avanti e di accogliere la sfida che può essere una bella opportunità.

Un’opportunità per…?
Per avviare un modello ZeroSei più europeo. Per migliorare e migliorarci. Oggi troppo spesso la scuola d’infanzia si proietta verso l’anticipo, verso l’alfabettizazzione, verso la primaria. Dovremmo guardare e imparare da Macron che ha fatto una bella scelta riconoscendo alla scuola d’infanzia scuola dell’obbligo.



















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