martedì 22 maggio 2018

Priorita ai nidi per molti ma non per tutti



















Cronaca Bambina Nel programma di governo firmato da M5S e Lega il primo tema affrontato con tanto di cifre è la famiglia. Prevista una spesa complessiva per 17 miliardi di euro da destinare alle politiche per le famiglie. Ma i passaggi poco chiari sono tanti anche su questo delicato e fragile punto.


Passaggi poco chiari

Non è chiaro a quanto ammonteranno i rimborsi per la frequentazione degli asili nido o per le baby sitter, Quelli che nel governo precedente sono stati definiti Bonus. Non è chiaro quanto andrà agli enti locali per finanziare politiche di welfare familiare. L’asilo nido invece è previsto in forma gratuita ma non per tutti, dipenderà se la famiglia è di provenienza italiana o, no. E questa è una scelta politica che necessita di una certa dose di coraggio o forse di incoscienza perché è certo che il provvedimento rischia di essere incostituzionale.

Gli asilo nido per molti ma non per stranieri

Nel programma si fa riferimento, oltre al discusso contratto di cittadinanza, anche alle Politiche per la famiglia e la natalità per cui si prevedono 17 miliardi di euro. I nidi balzano tra i primi servizi a cui dare sostegno. Il sistema che si adotterà a livello Nazionale, con ogni probabilità, si rifarà all’attuale sistema adottato in Lombardia con la strategia dei Nidi gratis.
Se vogliamo trovare un merito c’è da riconoscere che si è individuato nei servizi educativi 03 un luogo particolarmente strategico dove investire. La nota stonata e non di poco è che i nidi sono previsti gratis e aperti ma non per tutti sono esclusi i bambini stranieri, stranieri nonostante siano nati in Italia….E se nella prima stesura del programma si definiva (come succede in Veneto) che si dovevano accogliere i piccoli nati in famiglie con residenza italiana da almeno 5 anni, poi quei 5 anni è stato spazzato via, per lasciare Nidi aperti alle sole famiglie italiane. La manovra mostra una buona dose di razzismo e una forza politica di un partito che in fondo è stato votato da circa 1 italiano su 10. 
Poca attenzione e sostegno si è dato alle madri e all’occupazione femminile che viaggia attorno a cifre del 52%.

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