sabato 5 maggio 2018

Scuole per tutti? Quasi... Lettera di una mamma esclusa















Cronaca Bambina “Ho versato per due anni più di 300 euro al mese al comune per il nido, e quando penso di poter tirare un sospiro di sollievo, non c'è posto per mio figlio alle scuole comunali...". Scrive una mamma di Bologna che si firma Annalisa, in una lettera pubblicata dal quotidiano BolognaToday. Annalisa solleva diversi temi delicati rispetto al sistema di convenzionamento delle scuole d’infanzia, sia da un punto di vista economico che organizzativo. Problemi che in fondo sono noti a molti. A due giorni dalla pubblicazione delle graduatorie delle scuole (leggi qui) i problemi degli esclusi emergono così.


 

Annalisa è una mamma di 36enne che spiega con parole estremamente precise e semplici le difficoltà di un sistema che, sì, funziona per molti, non va bene per tutti. Suo figlio è in graduatoria provvisoria per la scuola comunale. Non ci sono posti liberi nelle scuole in zona, a meno di non accreditarsi in un istituto convenzionato con rette fino a 600 Euro. Nella lettera Annalisa spiega la sua situazione: vive nel quartiere San Donato San Vitale (un quartiere molto esteso) fa un lavoro con orari rigidi e la mattina deve iniziare alle 8, come molte famiglie ha un mutuo da pagare. Nella domanda ha inserito le quattro scuole di bacino indicate dal bando comunale. Sempre il comune, nella domanda di accesso, consiglia di inserirne almeno otto scuole, ma essendo troppo distanti da casa, e fuori dal tragitto casa-lavoro, non le ha inserite, perché per essere alle otto in ufficio non ha tempo di fare tutto.


Le scuole convenzionate e le scuole private
"La privata convenzionata- scrive le madre sulle pagine di BolognaToday costa dalle 300 euro alle 600 al mese ( mezza giornata o intera) senza il pasto...una persona che lavora 8 ore paga 600 euro al mese. Da settembre a giugno per poi ottenere, per tutto l'anno, 800 euro dal comune come agevolazione se l'Isee è basso. Siamo due impiegati e viviamo di stipendio o di quello che ne resta dopo aver pagato il mutuo…” Le scuole private in zona, continua a raccontare la madre, non hanno posto. Le famiglie hanno dato un anticipo da tempo con una sorta di caparra, di 400 euro, per assicurare il posto al bimbo.


Le conclusioni della lettera

“Dunque a settembre ho diverse possibilità: mi licenzio e sto a casa con il mio bambino, oppure tengo il lavoro ma iscrivo il bimbo dove mi dice il comune dovendo prendere i mezzi e svegliarci di fatto all'alba e magari arrivare tardi a lavoro tutti i giorni, oppure ancora mi indebito e lo iscrivo 'dalle suore' a prescindere da quale possa essere il mio credo e la mia possibilità economica". Annalisa conclude "Il Comune si vanta di avere posto 'quasi' per tutti ma fa i conti sul fatto che le famiglie, prese dalla disperazione, metteranno mano alla tasca e andranno nelle scuole private. Poi ci raccontano delle iniziative per la mobilità sostenibile e il supporto alle famiglie...".







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