giovedì 7 giugno 2018

Aumentare gli stipendi agli educatori?


BolognaNidi




















Cara M.C.

rispondo alla sua lettera, che abbiamo pubblicato ieri (leggi qui), con vero piacere. Il quesito che ci pone merita tanta attenzione e una risposta ben argomentata, una risposta che forse non può risolversi in un post ma che meriterebbe il contributo di tante diverse persone. Personalmente sono concorde con quanto ci scrive: il lavoro dell’educatore assunto da un soggetto privato è troppo spesso sottopagato. E si, ci vorrebbe un tariffario minimo per definire quanto un educatore dovrebbe percepire in busto paga. 



Uno stipendio che dovrebbe consentire di vivere decorosamente e con una certa serenità. Perché educare, ancor più di altri lavori, richiede necessariamente una serenità.
Il fatto però è ancora più complesso di così. Oggi gli educatori (di nido) che lavorano nel settore privato (in convenzione o meno) e gli educatori che lavorano nel pubblico percepiscono stipendi molti diversi.
Non scrivo niente di nuovo, questo lo sappiamo tutti e succede in molti lavori. Ma ritengo che questo sia uno dei centro nevralgici di un conflitto che esiste tra pubblico e privato che è volutamente alimentato dai poteri economici e politici.
Anche chi mastica questi temi tutti i giorni, i sindacati, davanti a questa distinzione, davanti a questa palese ingiustizia non riescono, e forse non possono, fare molto. L
 La politica oltre a non essersene mai davvero occupata, ha approfittato della situazione per risparmiare. Ricordiamoci che oggi quasi la metà dei servizi educativi 03 anni è a gestione indiretta con un bel risparmio per le PA un risparmio che si fa sulla pelle dei lavoratori e spesso anche su quella dei datori di lavoro, perché chi gestisce e apre i nidi, è bene ricordarlo, non sono solo grandi "cooperative cattive" ma ci sono anche tante piccole imprese molto spesso gestite da donne.
Oltre al tariffario minimo ci vorrebbero garanzie contrattuali. Oggi tante educatrici lavorano con contratti precari, anche se non dovrebbero, non hanno alcuna tutela per malattia, gravidanza, permessi...
 Io credo che si dovrebbe lavorare sui contratti e non solo sugli stipendi. 
Si potrebbe pensare ad un contratto a cui far riferimento per questo lavoro? Un contratto se non proprio uguale a quello dei dipendenti pubblici almeno simile? Io penso che la direzione migliore su cui puntare sia questa. Infine cara MC lei ci suggerisce di attingere le risorse necessarie per aumentare il salario ai dipendenti del settore privato, dal fondo nazionale per ampliare i nidi, io credo che potrebbe essere una buona proposta perché non possiamo continuare a far finta di non vedere la guerra dei poveri in atto che fa apparire i dipendenti del pubblico come dei privilegiati e i dipendenti del privato come fossero lavoratori di serie B. Non lo sono!










 

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