sabato 12 gennaio 2019

E dopo l'emergenza terremoto? Si continua a Educare


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Cronaca Bambina “L’emergenza terremoto è passata” mi dice Federica Di Luca educatrice e proprietaria dell’Agri-Infanzia della Natura. L’emergenza passa, molti problemi rimangono, ma nonostante tutto l’educazione cresce con i bambini ospitati in questo servizio ZeroSei a SanGinesio (MC).


Ho avuto la fortuna di visitare il centro infanzia ZeroSei poco prima del terremoto. Un po’ del mio cuore è rimasto in quel luogo incantevole sia per la natura che lo circonda, che per la sapienza con cui la Di Luca lavora, realizzando che un nido dovrebbe sempre essere: un luogo di altissima cultura.

Emergenza passa tanti problemi restano

“Viviamo ancora in una situazione di grande fragilità vista la permanenza in una tenda yurta in attesa della ricostruzione. I 20 posti disponibili sono esauriti e da Settembre 2018, abbiamo accolto anche i bebè dagli otto mesi nonostante le conseguenze logistiche del sisma. I costi di gestione sono aumentati per i disagi del post-emergenza e non c’è sostenibilità in questo momento senza aiuti straordinari e lo staff educativo, i bambini e le famiglie dovranno essere sostenuti a lungo nella rielaborazione del trauma e nella costruzione di fattori di resilienza. E’ importante arrivare al più presto alla nuova struttura a tutela dei diritti dell’infanzia, soprattutto dei piccolissimi”

Problemi comuni: la porta della tenda

La tenda yurta ha una forma circolare e i bambini dagli otto mesi ai sei anni, si ritrovano tutti i giorni. Com’è la quotidianità educativa in un paese dentro il cratere? “E’ difficile! In una situazione così, ogni intoppo diventa un problema da fronteggiare. L’altro giorno, ad esempio, ci si è rotto il cardine della porta della tenda. Era sera e con la porta rotta non avremmo potuto riaprire il giorno dopo, perché alle sei del mattino devo accendere la stufa, affinché i bambini siano accolti in un luogo caldo. Alla fine abbiamo mosso a pietà un falegname che ci ha realizzato una porta d’emergenza nella notte, così che alle sei fosse possibile l’apertura dell’asilo nella tenda. La sfida quotidiana in questo tempo di transizione è saper gestire con celerità ed efficacia gli imprevisti, accettando cambiamenti anche improvvisi. Ma, forse, è l’opportunità di elevare la qualità nello scenario complesso attuale”

Il terremoto e l’educazione

Quello che mi ha sempre incantato della pedagogia è la capacità che ha di educare con tutto, con pochi oggetti, con esempi pratici, con azioni quotidiane. All’Agri-Infanzia si educa e si tesse una trama di esperienza, sguardi e saperi partendo dal terremoto. “Passiamo molto tempo fuori, siamo in una fattoria e in un’area protetta e la natura è un elemento con cui i bambini si confrontano di continuo. Stare fuori significa anche osservare come cambia il paesaggio che li circonda dopo il terremoto. I bimbi osservano e raccontano non la natura “cattiva” del terremoto ma la natura -rifugio, casa ospitale e come sia fondamentalmente base sicura. E’ una stabilità relativa quella della natura sicura, un equilibrio tra continuità e discontinuità, forse più una presenza sicura, una tensione intrinseca alla ricerca della stabilità e all’armonia, quasi evolutiva e naturale. E’ la forza riparatrice della natura che la rende fattore protettivo anche dopo il terremoto. In quest’ottica, stabile è il bosco che rimane al suo posto nonostante la terra tremi. Stabile è la nostra strada delle pozzanghere o il fosso, nonostante siano in continua metamorfosi. La natura che ha generato il terremoto è la stessa che ci protegge, ci dà sicurezza e benessere. Ciò che è molto cambiato è il paesaggio umano. Le case prima erano descritte come “tutte rotte”. Oggi i bimbi vedono che le case rotte sono state abbattute. Il paesaggio cambia e noi andiamo a osservarlo sostenendo la possibile generatività delle trasformazioni . Le ruspe creano macerie e poi ci sarà la ricostruzione. E quello che a noi adulti sembra solo triste o brutto, i bambini, se si da loro la possibilità, lo interpretano, lo vedono e lo descrivono diversamente e intanto elaborano le emozioni che il terremoto si è portato con sé.

Dalla tenda all’edificio

Federica e i suoi bambini hanno una tenda, dove stare, ma è una soluzione temporanea. Ai piedi dei Monti Sibillini, dentro il cratere del terremoto, dopo quasi 50, i bambini dell’Agri-infanzia Della Natura stanno rivivendo l’esperienza che ha portato Loris Malaguzi a progettare i nidi e le scuole più famose al mondo quelle di Reggio Emilia. I genitori hanno fondato un’associazione, comprato il terreno con un progetto di crowdfunding e hanno progettato, insieme a molti soggetti, un nuovo centro ZeroSei della Natura. Per ora il progetto è solo sulla carta, nonostante i tanti finanziamenti, nonostante le tante attenzioni che le scuole, più di altre realtà, hanno avuto nel concepire la ricostruzione. Oggi si sta ancora lavorando per trovare tutti i fondi necessari per la realizzazione dell’edificio nonostante la disponibilità e l’impegno della Regione Marche e del Comune di San Ginesio. Federica mi dice “Se avessi voluto fare in fretta avrei pensato a riaprire un servizio privato, come siamo stati fino ad oggi, ma io vorrei che il nuovo Polo Agri-Infanzia 0/6 non fosse più “ l’Agrinido di Federica”, vorrei riaprire un luogo pubblico che possa accogliere tutti i bambini garantendo la massima accessibilità. Problemi di iscrizioni non ci sono oggi, e anzi, abbiamo dovuto lasciar fuori dei bambini. Ma credo che un luogo di titolarità pubblica, seppure a gestione indiretta, ci dia la possibilità di lavorare in un altro modo, garantendo ad esempio, rette accessibili, capillarità sul territorio, maggiore accreditamento nel territorio, sostenibilità organizzativa e gestionale e la possibilità di far nascere un nuovo servizio a sostegno della genitorialità, della gravidanza e dei piccolissimi. Il privato lavoro molto bene, non vorrei che fosse frainteso il discorso, la sussidiarietà pubblico/privato però, apre nuove possibilità e rappresenta un’innovazione anche per il futuro degli Agrinido, un nuovo modello possibile”. E per i finanziamenti? “Noi siamo fiduciosi. Ci sono nuove e importanti prospettive che si stanno profilando all’orizzonte.” Speriamo entro brevissimo di poter raccontare il taglio del nastro. 

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