Cronaca Bambina Una petizione per chiedere alla Regione Emilia-Romagna una legge sulla natalità e sul sostegno alle famiglie. Si chiama Natalità bene comune ed è promossa dal Forum regionale delle Associazioni Familiari, una rete di matrice prevalentemente cattolica che comprende ACLI, AGESC, Movimento per la Vita, associazioni delle famiglie numerose e altre organizzazioni.
La campagna, punta a raccogliere 10.000 firme entro il 15 ottobre.
I promotori chiedono interventi su lavoro, casa, servizi educativi, conciliazione e agevolazioni economiche. Non è ancora disponibile un dato pubblico aggiornato sulle firme effettivamente raccolte.
Il 7 ottobre l'iniziativa è arrivata a Ferrara, ospitata dalla Fondazione Enrico Zanotti, con la partecipazione di Elena Ugolini, consigliera regionale di Rete Civica ed ex candidata alla presidenza della Regione sostenuta dal centrodestra.
La petizione si inserisce in un percorso istituzionale che ha ricevuto anche il sostegno di esponenti della maggioranza regionale.
Tra le associazioni coinvolte figura anche il Movimento per la Vita, presente nel Forum nazionale e in quello regionale e impegnato direttamente nella raccolta firme a Forlì. Si tratta di un'organizzazione contraria all'interruzione volontaria di gravidanza. Non sono invece emersi collegamenti organizzativi diretti tra questa specifica campagna e Pro Vita & Famiglia, pur esistendo affinità culturali su alcuni temi.
L'iniziativa arriva in prossimità delle elezioni amministrative di Bologna, previste nella primavera 2027, e il confronto sulle politiche familiari potrebbe trovare spazio nella campagna elettorale. Pur non essendoci elementi per affermare con sicurezza che la raccolta firme sia stata organizzata con questo obiettivo, il dubbio viene.
E ci si interroga su una questione che torna spesso: perché le forze cattoliche moderate non prendono chiaramente le distanze da realtà che moderate non sono affatto?
Anche il cardinale Zuppi, in un video a sostegno della petizione, invita a firmare. Rimane, tuttavia, il dubbio che, pur condividendo gli stessi obiettivi, non tutte le associazioni aderenti intendano perseguirli con gli stessi strumenti e le stesse modalità. Perché condividere un fine non significa necessariamente condividere anche i mezzi per raggiungerlo.
Ad ogni modo resta da vedere quale modello di politiche familiari prenderà forma: quanto spazio sarà destinato ai servizi educativi pubblici, quanto ai contributi economici e alla collaborazione con il privato e quale attenzione verrà riservata all'autonomia economica delle donne.
Laura Branca
Qui potete Leggere il testo della petizione