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venerdì 4 maggio 2018

Emilia-Romagna: 11 milioni per i nidi. Calano le rette aumentano gli iscritti






 





Cronaca Bambina 33 milioni di Euro per i servizi educativi, nidi compresi, da elargire in tre anni. Così la Regione Emilia Romagna conferma e sostiene le indicazioni contenute nella legge nazionale ZeroSei (decreto attuativo 65, della legge delega 107/2015). Calano le rette a carico delle famiglie, si incrementano posti nido e aumentano anche gli iscritti, che negli anni scorsi avevano avuto un preoccupante flessione.

mercoledì 23 novembre 2016

Una nuova legge per i nidi in Emilia Romagna

BoNidi














Via libera dell'assemblea regionale. Ieri è stata approvata una nuova legge per i servizi educativi 0-3 in Emilia Romagna. Così si manda in pensione la 1/2000, una legge che ha semplicemente fatto storia ed è stata presa a modello da tante altre regioni. Il cambiamento lo dobbiamo alla vicepresidente E-R  Elisabetta Gualmini che dichiara "la legge è stata scritta dopo aver ascoltato amministratori, operatori, educatori in tanti contesti". Sull'ascolto ci sarebbero molte obiezioni possibili, così come si potrebbero aprire attente valutazioni sulla norma. Le faremo. E le faremo con più esperti del settore, prima però dobbiamo aspettare il testo definitivo che non è ancora pubblico. Intanto possiamo indicare le novità generali e tentare di capire le ragioni del NO del M5S e le proteste dell'associazione Codacons.

sabato 1 ottobre 2016

Come cambieranno i nidi in Emilia Romagna?












Cronaca cittadina "I bambini dell'Emilia Romagna. Ne parliamo tutti insieme" è il titolo di un lungo e alquanto confuso convegno che si è tenuto ieri al palazzo della regione a Bologna. Quasi 5 ore, dalle 14 alle 18,30, di maratona per parlare più che d'infanzia, di nidi e più che di nidi, dei cambiamenti che la nuova legge, in fase di attuazione, regolerà la vita dei servizi educativi, in particolare i servizi 0-3. Al microfono si sono succedute tantissime voci di amministratori dai diversi comuni che sono stati coinvolti in questa riforma. I relatori presenti erano gli assessori di Modena, Reggio Emilia, Bologna, Forlì, Parma e l'assessore regionale per la salute Sergio Venturi.   

mercoledì 23 dicembre 2015

La priorità dell'infanzia? Investire.














Capire quanti soldi la regione assegna ai bambini significa capire se la politica guarda al futuro. Nel nostro caso significa capire che direzione ha preso la giunta Bonaccini che da oltre un anno è a capo della regione Emilia Romagna. Per addentrarci nella questione abbiamo incontrato la vicepresidente e assessore al welfare Elisabetta Gualmini. Ha risposto alle tante domande che le abbiamo rivolto che toccano tanti argomenti, sia generali, economia e sociale, che specifici, come gli orari dei servizi. Il quadro che ne emerge nel complesso è duro: da una lato ci sono le tante difficoltà dei cittadini, che sono sempre più poveri, dall'altra un grande impegno politico al cambiamento. Solo il tempo ci dirà se tanto lavoro frutterà un buon raccolto.

venerdì 25 settembre 2015

Bologna ha davvero bisogno di nidi più aperti?

Mlphoto















Non ho controllato tutto, ho fatto solo una rapida ricerca sul territorio del bolognese cercando di capire oltre ai servizi pubblici, quelli che aprono alle 7,30 del mattino fino alle 18, cosa offrisse il mercato. E ho scoperte cose davvero interessanti. I nidi gestiti dalle cooperativi Dolce e Cadia, le principali cooperative della nostra zona, offrono tanti e diversi pacchetti orari. In qualche struttura ho chiamato interessandomi al servizio e ho trovato normalmente molta professionalità. Ma procediamo con ordine. I nidi che ho selezionato, offronto quasi tutti aperture extra per le vacanze di Natale e Pasqua, alcuni sono aperti anche in agosto. Molti offrono la possibiltà di fare sei giorni su sette. C'è anche il nido, che volendo, può riaprire la domenica, a Casalecchio. Tanti danno la possibiltà di fare feste a pagamento la domenica, una bella comodità per i genitori che hanno la certezza di fare feste in luoghi sicuri. Ma parliamo di numeri tanto per essere più precisi. In città ci sono 82 nidi, 33 sono in convenzione e possono garantire orari più flessibili. Ci sono nidi che danno la possibilità di frequentare a seconda delle essigenze lavorative dei genitori la mattina o il pomeriggio... e se l'educatrice del nido Piccolo (gestito da Dolce) mi avvisa che comununque il bambino ha la necessità di pianificare un calendario settimanale per dare continuità d'orario al piccolo, la voce che mi risponde per il KinderHause mi dice che di giorno in giorno si può scegliere.
Insomma come spesso capita il privato non è tutto uguale e non sempre la qualità è la medesima. In generale mi pare che Bolgona possa offrire una buona rete di orari e calendari flessibili, anche se sono pochi i nidi che offrono la cena, sono incappata forse in tre nidi che lo fanno... ma quello che mi risulta strano è che moltissimi di questi servizi a metà settembre, sebbene in convenzione, abbiano ancora posti disponibili e non sempre per due o tre, ma anche per 15, o 20... E la domanda che mi pongo è ma il sindaco Merola e la vicepresidente regionale Gaulmini sono certi  che Bologna abbia tanta necessità di nidi più aperti e più flessibili?        

lunedì 20 aprile 2015

Educare i bambini: quante domande....

Educare i bambini








"Ho verificato le spese nei bilanci e da lì, dai numeri, i bambini non si vedono" ha esordito Elisabetta Gualmini vicepresidente della regione ER e assessore al Welfare al convegno Educare i bambini: quante domande...che ha organizzato la nostra associazione. "Questo non significa- ha continuato l'assessore- che durante il mio mandato intenda contrarre la spesa agli anziani per darla all'infanzia. Ben inteso, non si

martedì 14 aprile 2015

Educare i bambini: quante domande...


Per la prima volta, dal 1971, i posti al nido superano le richieste. Il dato però cela situazioni molto diverse: famiglie che rinunciano a iscrivere i propri figli e famiglie che non trovano posto oppure non possono usufruire di una struttura facilmente raggiungibile. Chi e perché rinuncia al nido? Chi è perché non trova posto nei nidi comunali?  Chi si occupa della famiglia e dei servizi educativi? Cosa sta succedendo in Emilia Romagna? A queste domande, che quotidianamente i genitori si pongono, cercherà di dare una risposta il convegno "Educare i bambini, quante domande..." in programma il prossimo 17 aprile a Bologna.
Organizzato dall'associazione BolognaNidi, il dibattito avrà al centro lo stato di salute dei servizi educativi dedicati ai bambini da 0 a 3 anni. I nidi costituiscono un'importante risorsa educativa e sociale, eppure sono sempre di più, in tutta Italia, i servizi che stanno chiudendo o rischiano di chiudere. A Reggio Calabria non c'è più un nido pubblico, molte regioni sono lontane dall'obiettivo di Lisbona e anche nella nostra regione, in cui i nidi hanno rappresentato a lungo un modello, non mancano criticità e difficoltà.  Al dibattito parteciperanno la vicepresidente della regione Emilia Romagna, Elisabetta Gualmini, Cristiano Gori, dell'Università Cattolica di Milano, esperto di welfare e politiche locali, SilviaNicodemo, avvocato e docente di diritto pubblico dell'Università di Bologna, Sandra Benedetti, responsabile  u.o. dell'area infanzia e genitorialità del servizio politiche familiari, infanzia e adolescenza della regione,
L'incontro sarà moderato da Laura Branca, giornalista freelance e fondatrice dell'associazione BolognaNidi. Nata dall'esperienza dell'omonimo blog, dal 2011 BolognaNidi si occupa di educazione e servizi educativi, raccogliendo intorno a se genitori, educatori, pedagogisti, insegnanti e giuristi. L'associazione promuove dibattiti ed incontri. Notizie ed approfondimenti sul mondo dell'infanzia e dell'educazione sono i temi portanti intorno a cui ruota.
Il convegno si terrà nella Sala Marco Biagi, in via Santo Stefano 119 alle ore 17.