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mercoledì 13 marzo 2019

Sciopero continuo nei nidi e nelle scuole di Pisa


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Cronaca Bambina Cosa succede a Pisa? Ci sono proteste e scioperi nei servizi e educativi nidi e scuole d’infanzia. I sindacati avvertono: si potranno verificare tagli per 30 posti di lavoro.

venerdì 30 novembre 2018

Percorsi di "lessico educativo" per conoscere meglio i servizi educativi ZeroSei


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Cronaca Bambina Come integrare mamme e bambini nei servizi educativi Zerosei? Favorendo la conoscenza della lingua italiana e la conoscenza dei servizi educativi in città. Il Centro RiESco del Comune di Bologna organizza speciali corsi di italiano dedicati alle mamme straniere di bambini di età 0-6 anni.

mercoledì 3 ottobre 2018

Telecamere all'asilo? Il Garante della Privacy: "bene, ma si può migliorare"


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Cronaca Bambina. Ieri Antonello Soro, Garante Privacy, è intervenuto in un’audizione della camera dei Deputati davanti alle Commissioni riunite Affari costituzionali e Lavoro a proposito della proposta di legge che prevede la videosorveglianza negli asili nidi e nelle strutture per anziani. Il Garante si è espresso con parere positivo fissando però paletti e indicando possibili modifiche.

mercoledì 29 agosto 2018

7 milioni di Euro ai nidi dell'Emilia Romagna














Cronaca Bambina Elisabetta Gualmini vicepresidente della regione Emilia Romagna e assessore al welfare ormai lo ripete come un mantra da quando si è stata incaricata: “Famiglie e bambini al centro”. E se all’inizio del suo mandato, guardando ai bilanci, aveva dichiarato di vedere poche risorse dedicate (leggi qui) oggi la vicepresidente "distribuisce" oltre 7 milioni di euro per i servizi educativi 03. I finanziamenti, lo sappiamo bene, arrivano dallo Stato che vanno poi alle regioni, che a loro volta distribuiscono ai comuni. A Bologna arriveranno oltre 2 milioni.

venerdì 25 maggio 2018

A Napoli: dalla scuola materna al sistema integrato 0-6

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Cronaca Bambina Dalla scuola materna al sistema integrato 0-6’ è il titolo del convegno che si è appena concluso a Napoli. L’incontro è stato promosso dall’Associazione Nazionale dei comuni italiani (ANCI) e dall’assessorato della scuola di Napoli guidato a Annamaria Palmieri. Napoli festeggia e da particolare risalto ai 50 anni della scuola materna statale essendo una delle città italiane che ne conta di più. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il Sindaco Luigi de Magistris, l’Assessore all’Istruzione della Regione Campania Lucia Fortini, l’assessore scuola di Firenze e Presidente della Commissione Scuola ANCI Cristina Giachi e gli Assessori di Roma Laura Baldassarre e la vicesindaco Marilena Pillati da Bologna.

lunedì 7 maggio 2018

Prima i bambini di lingua tedesca. Quando i nidi escludono















Cronaca Bambina Quel che è scritto nel manifesto qui sopra si traduce più o meno con “Prima i bambini di lingua tedesca negli asili tedeschi”. In Alto Adige la tensione politica sale per i manifesti del partito indipendentista Sud Tiroler Freiiheit. Lo scopo dei manifesti è duplice: creare tensione e far parlare di sé. E sembrano entrambi centrati visto che la vicenda è stata ripresa da molti media. Si tenta poi di giustificare e nascondere il latente razzismo che il messaggio trasmette, dietro il fatto che il bambino fotografato è in realtà è russo. Giustificazione che appare incredibile oltre che pretestuosa. Se il messaggio pubblicitario è centrato, quello politico manca totalmente di praticità e logica e pedagogia. E mette in evidenza, ancora una volta, la poca conoscenza dei servizi educativi e della loro valenza educativa da parte della politica. 

martedì 27 marzo 2018

Per quale motivo i genitori non vanno alle riunioni?



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Pensieri e parole... Più i figli crescono e più la partecipazione dei genitori diminuisce. E’ quasi una formula matematica, sale l’età, diminuiscono le presenze dei genitori alle riunioni di classe, il momento partecipativo più semplice e coinvolgente. E’ un tema affrontato dalle maestra dell’infanzia e dai professori delle superiori, online. Un tema che ha animato una vivace discussione. Le motivazioni individuate sono diverse e molteplici. Tutte invariabilmente si concentrano sulla poca attenzione dei genitori nei confronti dei figli. Eppure al nido e all’infanzia, i percorsi educativi considerati da molti genitori meno importanti, l’attenzione e la partecipazione è alta e le riunioni molto partecipate. Come mai?

venerdì 27 ottobre 2017

Nidi e scuole a Bologna. Intervista alla consigliera (maestra) Elena Foresti
















Intervista a... Ho incontrato Elena Foresti consigliera del M5S a Bologna per due motivi. Primo la consigliera sta portando avanti, da oltre un anno, un'interessante indagine sull'edilizia scolastica. Lo fa di persona girando di nidi in nido, e di scuola in scuola, prendendo appunti sul suo tablet, prendendo nota delle crepe, dei dislivelli, dello stato degli infissi e della sicurezza. Lo fa di persona incontrando i genitori gli educatori, i collaboratori e gli insegnanti. E in un momento in cui la politica pare lontana anni luce della gente comune, mi pare un lavoro notevole. Un lavoro che oltre che avvicinare politica e scuola ha fatto nel tempo segnalazioni preziose e sta ottenendo risultati concreti. Il secondo motivo per cui ho voluto incontrarla è che la Foresti è un'insegnante di scuola d'infanzia al comune di Bologna, o per lo meno, lo è stata fino allo scorso anno. Insomma lei di nidi e le scuola li conosce da più punti di vista e ne ha una visone consapevole.

giovedì 12 ottobre 2017

Orari flessibili, aperture vacanziere e prevenzione degli abusi: novità in arrivo nei nidi dell'Emilia Romagna


Maggiore flessibilità e misure di prevenzione e contrasto dei maltrattamenti. Sono queste le due maggiori novità introdotte dalla Direttiva in materia di requisiti strutturali e organizzativi dei servizi educativi per la prima infanzia. Il testo, ottenuto oggi il parere favorevole della Commissione Assembleare, sarà approvato in giunta entro la fine di ottobre. Intanto laGgiunta ha dato il via libera all’assegnazione dei fondi per il 2017: oltre 7,3 milioni di euro che saranno distribuiti su tutto il territorio emiliano romagnolo.
Soddisfatta la vice-presidente e assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini. “Garantire la continuità dei servizi per la prima infanzia è una priorità – ha sottolineato, spiegando che con le risorse trasferite ai comuni sarà assicurata l’organizzazione dei servizi.  - La nuova direttiva sull'organizzazione e il funzionamento- ha spiegato la vicepresidente-  conferma l'interesse della Regione Emilia-Romagna per asili nido di qualità, dove ai bambini sia garantito il benessere e la possibilità di sviluppare al meglio le proprie capacità e potenzialità.
 Flessibilità organizzativa- La direttiva apre ampi spazi di flessibilità. Le diverse strutture avranno, infatti, la possibilità di stare aperte dalle 7 alle 19,30 e di prevedere l’apertura anche il sabato e durante le vacanze natalizie e pasquali. Una novità questa destinata – come già avvenuto in altri contesti – ad aprire un vivace dibattito.
Prevenzione dei maltrattamenti . La novità forse più significativa riguarda la prevenzione di maltrattamenti e abusi dovuti a condizioni di stress o inadeguatezza al proprio lavoro da parte del personale che lavora a stretto contatto con i bambini. La direttiva stabilisce che i gestori, pubblici o privati, delle strutture educative definiscano un Piano specifico finalizzato alla prevenzione, valutazione e gestione del rischio stress da lavoro, nel quale devono essere indicate esplicitamente le misure e gli strumenti messi in campo per garantire ai bambini e alle loro famiglie la massima tutela. Tra questi, rientrano la formazione, il lavoro di gruppo, il raccordo costante con il Coordinamento pedagogico territoriale e, laddove emergano segnali di disagio psicologico, un supporto specialistico al personale da concordare con le Aziende sanitarie.
Cucine interne per i più piccoli - Un’altra novità e novità riguarda l’obbligo della preparazione interna alla struttura, in cucine attrezzate, dei pasti per i bambini dai tre ai nove mesi di età.
Confermati i rapporti numerici personale-bambini - La direttiva conferma il rapporto numerico tra personale e bambini  che, lo ricordiamo, è di 1 a 5 per la fascia 3-12 mesi, non più di 1 a 7 tra i 12 e i 36 mesi nel tempo pieno e massimo 1 a 8 nel tempo parziale.
Sezioni eterogenee - La nuova direttiva prevede la possibilità di organizzare, oltre alle classiche sezioni omogenee per età,  sezioni miste per favorire la relazione tra bambini di età diverse.
Piccoli gruppi educativi e spazi per bambini – La direttiva conferma le disposizioni relative a servizi domiciliari e servizi integrativi. I “piccoli gruppi educativi” - integrati nel sistema regionale tramite l'autorizzazione al funzionamento e la messa in rete con i coordinatori pedagogici -continueranno a poter essere avviati in famiglia, in casa dell'educatore, nei luoghi di lavoro e potranno accogliere fino a un massimo di 7 bambini, oppure 8, nel caso in cui non vi sia la presenza di bambini di età inferiore a 1 anno. Per gli spazi per bambini, servizi integrativi che possono essere frequentati anche con la presenza dei famigliari, il rapporto tra educatori e bambini continuerà ad essere di 1 a 8 nella fascia 12-36 mesi, 1 a 9 tra 18 e 36 mesi, 1 a 12 tra 24 e 36.
Educatrici laureate - . La normativa conferma il requisito della laurea come titolo di studio per le educatrici.
Le risorse  In attesa che il testo del provvedimento  venga approvato, la Giunta regionale ha licenziato la proposta di riparto dei fondi per il 2017 destinati al sistema educativo emiliano-romagnolo per la fascia di età 0-3 anni. Lo stanziamento complessivo supera i 7 milioni e 300mila euro, in larga parte finalizzati alla gestione dei servizi per la prima infanzia (6.394.564 euro); le rimanenti risorse - 909.720 euro -  sono invece destinate a sostenere la qualificazione del sistema dei servizi, attraverso la funzione del coordinamento pedagogico (550.000 euro) e la promozione di iniziative di formazione del personale (359.720euro). I contributi saranno assegnati dalla Regione direttamente ai Comuni e alle associazioni tra gli stessi  e ripartiti in base al numero dei bambini iscritti ai servizi educativi. Bologna  riceverà 2 milioni 72 mila euro; Modena 1 milione 131 mila; Reggio Emilia 1 milione; Parma 768 mila; Piacenza 304 mila; Ferrara 479 mila; Ravenna 648 mila; Forlì-Cesena 529 mila; Rimini 369 mila.

mercoledì 27 settembre 2017

A Rimini c'è chi sogna nidi e scuole pubblici

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Cronaca Bambina. A Riccione si assumono educatori e maestri per nidi e scuole d’infanzia pubblici. Saranno cinque per l’esattezza le nuove assunzioni che andranno a “sostituire” il personale che si avvia al pensionamento.
Il comune romagnolo guidato dal sindaco Renata Tosi (sostenuta dalla destra) assume personale a garanzia dei servizi pubblici di qualità. 

lunedì 4 settembre 2017

Andare al nido è un lusso?














Cronaca bambina. Solo un bambino su cinque può permettesi di frequentare il nido. Gli altri si arrangiano tra nonni e baby sitter. Così descrive la realtà l'ultimo report dell'Istituto degli Innocenti che racconta poche novità sul tema e individua alcune tendenze generali.

mercoledì 24 maggio 2017

Chiudono il post-scuola e spostano le maestre al nido

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Cronaca Bambina. La sua voce arriva da lontano. Da Ragusa. Ha un tono deciso e sicuro. La storia che ci racconta la consigliera Elisa Marino è inquietante e svela, ancora una volta, la mala gestione dei servizi 0-3. Le responsabilità sono "spalmare" tra Stato, Regione e Comune. La storia riguarda due nidi aperti con soldi pubblici che arrivano dalla UE. Le economie fanno parte dei fondi PAC, fondi su cui abbiamo indagato a più riprese, con diversi approfondimenti, compresa l'intervista al Prefetto Riccio. Il comune di Ragusa ha fatto richiesta dei fondi per avviare due nuovi nidi. Tutto molto positivo. Ma finiti i soldi? Cosa succede? I fondi sarebbero dovuti servire a garantire nuovi servizi nel tempo e non solo a ridosso dei finanziamenti. Ma le difficoltà sono tante e la soluzione dalla giunta del pentastellato Federico Piccitto non accontenta (quasi) nessuno. Ascoltiamo cosa succede dalla Marino.

martedì 4 aprile 2017

La guerra inventata dei nidi













Cronaca Bambina. Cambiano i criteri d'iscrizione ai nidi di Roma e scoppia la rivolta. Sono tanti i genitori e gli educatori che criticano la scelta  e prendono d'assalto la pagina fb dell'assessore Laura Baldassare. Nasce anche il  fiocco nero del lutto che vedete sopra. Sulla nostra pagina i commenti sono stati tanti, così tanti, che è stato impossibile ignorarli. Vagabondando online nel tentativo di capire cosa succede a Roma sono affiorate tante testimonianze. Sono molti a scrivere che i nidi pubblici a Roma sono brutti, che le strutture sono vecchie e trascurate. Lo stesso personale pubblico testimonia di essere stanco, scoraggiato, di sentirsi abbandonato e gestito male. Le supplenti non arrivano mai e quando arrivano vanno condivise in più sezioni, i rapporti frontali educatori-bambino sono protratti per troppe ore al giorno, la formazione è sempre meno qualificata....Ora c'è da chiedersi: quale progetto politico c'è sui nidi romani? Come mai a livello nazionale non si riesce a coordinare?

sabato 25 marzo 2017

Savona:dai posti nido al pasto da casa, tutti i fronti del Comitato Genitori


Quaranta posti inmeno, tariffe più alte e orari lunghi cancellati. Queste alcune delle decisioni prese dall’amministrazione comunale di Savona in tema di nidi. Scelte che non sono piaciute ai genitori o almeno ad un folto gruppo di mamme e papà. Le famiglie non sono rimaste a guardare e la protesta di quello che è stato battezzato “l’esercito dei passeggini” hanno portato l’amministrazione a rinunciare ad applicare le nuove tariffe in corso d’anno. Pur soddisfatti del risultato ottenuto, i genitori non si sono fermati e per portare avanti le proprie ragioni hanno dato vita al ComitatoGenitori Savona.

martedì 14 marzo 2017

Soffocamento, il pediatra : "indispensabile conoscere le manovre di disostruzione". Dialogo con Alberto Ferrando



Probabilmente non esiste genitore, nonno, educatore ed insegnante che non abbia avuto paura, almeno una volta, di trovarsi di fronte ad un bimbo a rischio di soffocamento. Cosa bisogna fare in questi casi? Agire presto e in maniera adeguata. La risposta di per se può sembrare banale ma in caso di ostruzione delle vie aeree un intervento efficace e tempestivo può salvare una vita. Le manovre di disostruzione pediatrica dovrebbero essere apprese da tutti - ci spiega in quest'intervista Alberto Ferrando, pediatra e presidente dell'associazione pediatri liguri - perché nessun sistema di emergenza è in grado di intervenire entro i primi 4-5 minuti da un soffoccmento. Tra le paure dei genitori c'è spesso quella di non essere in grado di intervenire a causa del panico che una situazione come il soffocamento del proprio bambino può provocare; una paura su cui occorre rassicurare - spiega ancora il medico - perché l'esperienza insegna che chi conosce le manovre è generalmente in grado di applicarle correttamente. 

mercoledì 1 marzo 2017

Meno bambini e niente post lungo, così cambiano i nidi a Savona



Quaranta bambini in meno e niente orario lungo. Sapevamo che a Savona la chiusura del nido La Giostra avrebbe avuto ripercussioni sull'intero sistema dei nidi comunali e le preoccupazioni di chi temeva una riduzione dei posti nido, peraltro già annunciata dalla sindaca, si sono avverate.

martedì 14 febbraio 2017

Reggio Calabria: riapre il nido comunale di Gebbione.



Cronache cittadine
“Promessa mantenuta”, non possono che essere trionfalistici i toni con cui il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha annunciato l’imminente apertura del nido di Gebbione, popoloso quartiere della città sullo stretto. Il “Piccolo Principe” sarà inaugurato alle 10 del 16 febbraio. La riapertura dei nidi, la cui chiusura aveva portato Reggio Calabria, anche grazie alle proteste dei genitori, sulle pagine dei quotidiani nazionali, era stata annunciata dal sindaco nella tarda primavera del 2015. L’inaugurazione del nido di Gebbione, dato che non sfugge all’opposizione, sarebbe dovuta avvenire a settembre con l'avvio dell'anno scolastico.
La riapertura’comunque, non può che essere una bella notizia. Dei tre nidi chiusi nel 2013, l’unico  ad essere stato riaperto è stato quello del Cedir, il palazzo che ospita il centro direzionale del comune. L’inaugurazione del nido di Gebbione dovrebbe essere seguita a breve da quella del nido di Archi.

martedì 7 febbraio 2017

Savona: a settembre un nido comunale chiuderà

Ancora non è stato chiarito quale, ma a settembre uno dei sei nidi comunali di Savona chiuderà. La notizia, apparsa sull'edizione locale de La Stampa in edicola ieri e su molti siti web locali, è stata data dal sindaco della città ligure Ilaria Caprioglio. Oltre alla chiusura di uno dei sei nidi comunali, inoltre, è stata annunciata anche l'esternalizzazione di un'altro nido. Operazione che porterà i nidi comunali a gestione diretta a 4. 


lunedì 23 gennaio 2017

Cosa cambia nei nidi? Parola alla Cgil














Intervista. Terzo appuntamento sulla legge che rivoluziona il mondo educativo e dell'infanzia. Fino ad oggi abbiamo incontrato e discusso della legge con la Senatrice Puglisi e il presidente del Gruppo nazionale Nidi che hanno lavorato in stretta relazione per scriverla e farla approvare. Oggi ascoltiamo una voce fuori dal coro, una voce all'opposizione, quella di Maria Luisa  Ghidoli coordinatrice nazionale dei servizi educativi della Cgil. Pur riconoscendo nella legge un impianto positivo, sono molte critiche e le osservazioni, messe in rilievo. Ascoltiamo il punto di vista dei sindacati e cerchiamo di approfondire gli aspetti critici.

mercoledì 11 gennaio 2017

Dopo l'istituzione i nidi tornano alla gestione diretta


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Cronaca Cittadina Nidi e scuole d'infanzia tornano dopo oltre dieci anni alla gestione pubblica e diretta, l’assessore Chiara Veltroni di Grosseto spiega “Non sussistono più i presupposti per mantenere attiva un’Istituzione". Nel 2006 il comune era impossibilitato dalla normativa ad assumere il personale necessario al funzionamento di nidi e scuole d'infanzia e così scelse di aprire l'istituzione che comprendeva il comparto educativo 0-6 per continuare a dare il servizio ai cittadini. Oggi quei divieti normativi sono venuti meno e il comune sceglie di tornare alla gestione diretta, una gestione che viene motivato anche per questioni economiche.  "Questo permetterà una ottimizzazione delle risorse umane e un risparmio nelle spese da parte dell’Ente." Si legge nel sito del comune. Un fatto insolito nel panorama nazionale. Forse per la prima volta un servizio educativo torna alla gestione pubblica e diretta. Sempre l'assessore motiva la scelta così